Dissenteria: cause, sintomi, rimedi e cure per prevenirla e trattarla

Spesso sottovalutata, talvolta imbarazzante da raccontare, la dissenteria è in realtà un segnale che il nostro corpo lancia quando qualcosa disturba profondamente l’equilibrio intestinale. Può insorgere all’improvviso, nel pieno di un viaggio o durante un periodo di stress, e trasformarsi in un malessere debilitante, specie nei soggetti più fragili come bambini e anziani. Comprenderne le cause, riconoscerne i sintomi e sapere come agire in modo tempestivo può fare la differenza tra un disturbo passeggero e una condizione potenzialmente pericolosa. In questo approfondimento esploriamo, con rigore clinico, tutto ciò che è importante sapere per prevenirla, curarla e affrontarla con consapevolezza.
Sintomi della dissenteria
La dissenteria è una sindrome clinica caratterizzata da evacuazioni intestinali frequenti, di consistenza liquida o semiliquida, spesso accompagnate da muco, pus o sangue. I sintomi variano in base all’agente eziologico (batterico, virale o parassitario) e alla gravità del quadro clinico, ma in genere si presentano in modo acuto e richiedono un’attenta valutazione medica.
I principali sintomi della dissenteria includono:
diarrea intensa con feci liquide, spesso contenenti muco, pus o sangue;
tenesmo rettale, ovvero sensazione dolorosa di evacuazione incompleta;
dolori addominali crampiformi, localizzati solitamente nei quadranti inferiori dell’addome;
febbre, di grado variabile, spesso elevata nelle forme batteriche invasive;
nausea e vomito, più frequenti nelle forme virali o parassitarie;
malessere generale, con possibile comparsa di astenia e perdita di appetito;
disidratazione, evidenziabile con secchezza delle mucose, ipotensione, tachicardia e ridotta diuresi;
presenza di sangue nelle feci, segno distintivo delle forme invasive, come quelle da Shigella, Campylobacter o Entamoeba histolytica.
Nei casi più gravi, soprattutto in soggetti vulnerabili, possono manifestarsi segni sistemici come letargia, irritabilità, alterazioni elettrolitiche e, in presenza di infezioni complicate, sintomi extraintestinali (es. epatomegalia in corso di amebiasi).
Il riconoscimento precoce dei sintomi e la distinzione tra forme non complicate e forme potenzialmente gravi sono fondamentali per una gestione terapeutica efficace e per la prevenzione delle complicanze.
Cause della dissenteria
La dissenteria è una sindrome caratterizzata da diarrea acuta con presenza di sangue, muco o pus nelle feci, causata da un processo infiammatorio a carico della mucosa intestinale, in particolare del colon. Le cause della dissenteria possono essere suddivise in infettive e, meno frequentemente, non infettive.
Le cause infettive rappresentano la forma più comune e comprendono:
batteri enteroinvasivi, come Shigella, Salmonella, Campylobacter jejuni, Escherichia coli (in particolare i ceppi EIEC ed EHEC) e Yersinia enterocolitica. Questi microrganismi penetrano la mucosa intestinale, provocando necrosi, ulcerazioni e risposta infiammatoria acuta con sintomi sistemici;
protozoi, in particolare Entamoeba histolytica, responsabile della dissenteria amebica, più frequente in aree endemiche e in condizioni igienico-sanitarie precarie. L’ameba invade la parete intestinale causando lesioni ulcerative profonde, con possibile disseminazione epatica;
virus, anche se meno frequentemente associati a dissenteria franca, alcuni rotavirus e adenovirus possono causare diarrea emorragica nei bambini;
infezioni opportunistiche, come quelle da Cytomegalovirus nei soggetti immunocompromessi, possono presentare un quadro simile.
Le vie di trasmissione sono prevalentemente oro-fecali, attraverso il consumo di acqua contaminata, alimenti infetti o contatto diretto con soggetti portatori. Le condizioni igieniche precarie, l’assenza di sistemi fognari adeguati e l’affollamento sono fattori di rischio significativi.
Tra le cause non infettive, sebbene rare, rientrano alcune forme di colite infiammatoria, come la colite ischemica o la colite da farmaci (ad esempio da antibiotici o chemioterapici), che possono simulare un quadro dissenterico per la presenza di sangue nelle feci e dolore addominale.
La dissenteria da ansia è una manifestazione gastrointestinale funzionale che si verifica in risposta a uno stato di stress acuto o cronico. In questo contesto, l’attivazione del sistema nervoso autonomo e l’iperstimolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene determinano un aumento della motilità intestinale, con conseguente diarrea frequente, spesso accompagnata da crampi addominali e urgenza evacuativa. Pur non essendo di origine infettiva, la sintomatologia può simulare una dissenteria acuta. La diagnosi è clinica e si basa sull’esclusione di altre cause organiche. Il trattamento prevede il controllo dell’ansia tramite tecniche psicologiche, eventuale supporto farmacologico e, se necessario, interventi dietetici per ridurre l’irritabilità intestinale.
Identificare correttamente la causa è fondamentale per impostare una terapia mirata ed evitare complicanze.
Esiste la dissenteria cronica?
La dissenteria cronica è una condizione caratterizzata dalla presenza persistente, per oltre due o tre settimane, di diarrea con sangue, muco o pus nelle feci, spesso accompagnata da dolore addominale, tenesmo e calo ponderale.
A differenza della forma acuta, solitamente infettiva, la dissenteria cronica può essere espressione di patologie più complesse, come malattie infiammatorie croniche intestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn), infezioni persistenti (amebiasi cronica, tubercolosi intestinale), neoplasie del colon-retto o coliti di origine farmacologica. La diagnosi richiede un approccio multidisciplinare con esami ematochimici, coprocolture, indagini endoscopiche e biopsie. Il trattamento è mirato alla causa sottostante e spesso richiede terapie prolungate.
La dissenteria nei bambini
La dissenteria nei bambini rappresenta una condizione clinica di particolare rilevanza, in quanto può rapidamente evolvere in disidratazione severa a causa della ridotta riserva idrica e della maggiore vulnerabilità dell’età pediatrica. Le cause principali sono di origine infettiva, soprattutto batterica (Shigella, Campylobacter, Salmonella) o parassitaria (Entamoeba histolytica), trasmesse per via oro-fecale.
I sintomi comprendono diarrea con sangue, febbre, dolori addominali e irritabilità. La diagnosi richiede valutazione clinica e coprocoltura. Il trattamento si basa su reidratazione orale o endovenosa e, nei casi indicati, terapia antibiotica specifica. È fondamentale il monitoraggio continuo e la prevenzione attraverso igiene e alimentazione sicura.
Come curare la dissenteria
Il trattamento della dissenteria deve essere tempestivo e mirato, con l’obiettivo principale di prevenire o correggere la disidratazione, alleviare i sintomi e, nei casi selezionati, eradicare l’agente patogeno responsabile. La terapia varia in base all’eziologia (infettiva o non infettiva), alla gravità del quadro clinico e alle condizioni generali del paziente.
Il primo intervento fondamentale è la reidratazione, che può essere effettuata per via orale, mediante soluzioni reidratanti contenenti sali minerali e glucosio (ORS), oppure per via endovenosa nei casi più gravi, con disidratazione severa o compromissione dello stato di coscienza. L’apporto idrico adeguato è essenziale soprattutto nei bambini, anziani e soggetti debilitati.
La terapia antibiotica è indicata solo in caso di dissenteria batterica confermata o fortemente sospetta, in particolare per Shigella, Campylobacter, Entamoeba histolytica o Escherichia coli enteroinvasiva. L’antibiotico di scelta varia in base al patogeno identificato e alla sensibilità agli antimicrobici, ed è sempre preceduto, se possibile, da un esame colturale delle feci.
Nei casi di dissenteria amebica, il trattamento prevede l’uso di amebicidi sistemici, come il metronidazolo, seguito da agenti luminali per eliminare le forme cistiche.
L’impiego di antidiarroici (come la loperamide) è controindicato nelle forme infettive con sangue nelle feci o febbre alta, poiché può peggiorare il quadro clinico favorendo la ritenzione dell’agente patogeno.
La dieta leggera, facilmente digeribile e povera di grassi e zuccheri semplici, può aiutare a ridurre l’irritazione intestinale. Il ripristino della flora batterica intestinale mediante probiotici può essere utile, soprattutto dopo terapia antibiotica.
La gestione della dissenteria richiede un approccio clinico attento e personalizzato, volto a ridurre i rischi di complicanze e favorire una guarigione completa.
Con dissenteria cosa mangiare?
Nelle prime ore o giornate, è prioritario garantire un adeguato apporto di liquidi. Si raccomanda il consumo di acqua, soluzioni reidratanti orali, tè leggero, brodi vegetali filtrati e acqua di riso, che oltre a reintegrare i sali persi, esercitano un effetto astringente. Le bevande troppo zuccherate, gassate o contenenti caffeina sono da evitare, poiché possono peggiorare la diarrea.
Con la progressiva remissione dei sintomi, si può introdurre una dieta semisolida, facilmente digeribile e a basso contenuto di fibre. Sono consigliati:
riso bianco ben cotto, patate lesse, carote bollite;
banane mature e mele cotte o grattugiate, ricche di pectina, con effetto addensante sulle feci;
pane bianco tostato, fette biscottate, crackers non salati;
carni magre (pollo, tacchino) e pesce bianco cotti al vapore o bolliti, in porzioni ridotte.
Sono invece controindicati: latte e derivati (lattosio), alimenti grassi, fritti, legumi, verdure crude, cibi piccanti, insaccati e dolci industriali, in quanto possono aumentare la motilità intestinale o causare fermentazioni indesiderate.
Il reinserimento graduale degli alimenti va modulato in base alla tolleranza individuale. Nei bambini e negli anziani, è fondamentale un monitoraggio attento dell’alimentazione per prevenire malnutrizione e carenze elettrolitiche. Una dieta ben bilanciata favorisce il recupero della funzione intestinale e riduce il rischio di recidive.
FAQ
Dissenteria quanto dura
La durata della dissenteria dipende dalla causa. Nelle forme virali o batteriche lievi, i sintomi si risolvono entro 3-7 giorni. Se l’agente patogeno è più aggressivo o se il trattamento è tardivo, può persistere oltre una settimana. Le forme parassitarie o croniche richiedono terapie specifiche e possono durare settimane.
Dissenteria quando preoccuparsi
È opportuno preoccuparsi se la dissenteria dura oltre tre giorni, se compare febbre alta, sangue abbondante nelle feci, disidratazione o dolore addominale severo.
Quando si può parlare davvero di dissenteria?
La distinzione tra dissenteria e un generico "mal di pancia" risiede nella natura e nella severità dei sintomi intestinali. Si può parlare realmente di dissenteria quando si verifica una diarrea acuta associata alla presenza di sangue, muco o pus nelle feci, spesso accompagnata da febbre, tenesmo rettale (sensazione dolorosa di evacuazione incompleta) e dolori addominali crampiformi. La dissenteria è quasi sempre espressione di un’infezione invasiva dell’intestino, di natura batterica o parassitaria, e comporta un'infiammazione marcata della mucosa intestinale.
Al contrario, il mal di pancia è un sintomo aspecifico, che può includere dolore addominale lieve o moderato, gonfiore, sensazione di peso o alterazioni transitorie dell’alvo (diarrea blanda o stitichezza), spesso legato a disturbi funzionali come il colon irritabile, l’alimentazione, lo stress o infezioni virali autolimitanti. In assenza di sangue nelle feci, febbre elevata o disidratazione, non si parla di dissenteria, ma piuttosto di diarrea non complicata o di disturbo gastrointestinale lieve.
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