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Diverticolite: cos'è, sintomi, cause e esami da fare per curarla

~March 12, 2025
9 minuti
diverticolite

La diverticolite è una condizione infiammatoria che colpisce i diverticoli, piccole estroflessioni della parete del colon che, in condizioni normali, possono rimanere asintomatiche. Tuttavia, quando si infiammano o si infettano, possono dare origine a sintomi dolorosi e, nei casi più gravi, a complicanze potenzialmente pericolose. Il dolore addominale, spesso localizzato nel quadrante inferiore sinistro, è il segnale più caratteristico, accompagnato da febbre, alterazioni dell’alvo e, talvolta, dalla presenza di sangue nelle feci. 

Diverticoli cosa sono​

I diverticoli intestinali sono estroflessioni sacciformi della mucosa e sottomucosa che protrudono attraverso punti di debolezza della parete muscolare del colon, tipicamente in corrispondenza dei loci di penetrazione dei vasi sanguigni (vasa recta). Dal punto di vista anatomopatologico, si configurano come pseudodiverticoli, in quanto costituiti solo da mucosa e sottomucosa, a differenza dei diverticoli veri che coinvolgono tutti gli strati della parete intestinale. 

Qual'è la differenza tra diverticoli e emorroidi?

Le emorroidi e i diverticoli sono due condizioni patologiche che interessano il tratto intestinale, ma hanno origine, sintomatologia e complicanze differenti. Le emorroidi sono dilatazioni patologiche delle vene del plesso emorroidario situato nel retto e nell’ano. Possono essere interne, quando si sviluppano all’interno del canale anale, o esterne, quando si trovano sotto la pelle intorno all’ano. I sintomi più comuni includono sanguinamento rettale, prurito, dolore e gonfiore nella regione anale. 

Diverticolite, che cosa è

La diverticolite è un’infiammazione acuta o cronica dei diverticoli, piccole estroflessioni della parete del colon che, in condizioni normali, possono rimanere asintomatiche. Quando i diverticoli si infettano o si infiammano, si sviluppa la patologia, che può manifestarsi in forme di diversa gravità. 

Si distingue tra diverticolite semplice, caratterizzata da infiammazione localizzata senza complicanze, e diverticolite complicata, in cui possono verificarsi ascessi, perforazioni, fistole o stenosi intestinali. Un’ulteriore distinzione riguarda la diverticolite acuta, che si presenta con sintomi improvvisi e severi, e la diverticolite cronica, in cui episodi ricorrenti di infiammazione possono portare a danni strutturali del colon. La gestione varia in base alla tipologia e alla gravità della condizione, spaziando dal trattamento conservativo alla necessità di interventi chirurgici nei casi più complessi.

Diverticolite o diverticolosi​, la differenza

La diverticolosi e la diverticolite sono due condizioni gastrointestinali correlate ma distinte. La diverticolosi si caratterizza per la presenza di diverticoli, piccole sacche che si formano lungo le pareti del colon, spesso asintomatiche e riscontrate incidentalmente durante esami diagnostici. La diverticolite, invece, rappresenta la complicanza infiammatoria della diverticolosi, dovuta all'infezione o all'ostruzione di un diverticolo, e si manifesta con sintomi quali dolore addominale, febbre, nausea e alterazioni dell’alvo. 

Mentre la diverticolosi non richiede generalmente trattamenti specifici se asintomatica, la diverticolite può necessitare di antibiotici o, nei casi più gravi, di un intervento chirurgico. La prevenzione si basa su un’alimentazione ricca di fibre, un’adeguata idratazione e un corretto stile di vita per ridurre il rischio di infiammazione.

Sintomi correlati alla diverticolite

La diverticolite si manifesta con una sintomatologia variabile, che dipende dalla gravità dell’infiammazione. Il dolore addominale è il sintomo principale, localizzato prevalentemente nel quadrante inferiore sinistro dell’addome, spesso accompagnato da febbre, nausea e alterazioni dell’alvo. 

Tra i segnali più preoccupanti vi è la presenza di sangue nelle feci, che può derivare dalla rottura di un piccolo vaso all'interno di un diverticolo infiammato. Sebbene il sanguinamento sia generalmente autolimitante, in alcuni casi può essere copioso e richiedere un intervento medico immediato. Un altro sintomo frequente è la stitichezza, che può alternarsi a episodi di diarrea. 

L’infiammazione dei diverticoli può alterare la motilità intestinale, rallentando il transito e causando difficoltà nell’evacuazione. La gestione della diverticolite dipende dall’intensità dei sintomi e può variare da un trattamento conservativo con antibiotici e dieta liquida fino all’intervento chirurgico nei casi più severi.

Visita gastroenterologica per diverticolite: finalità, svolgimento e approfondimenti diagnostici

La visita gastroenterologica per la diverticolite rappresenta un passaggio fondamentale per la diagnosi, il monitoraggio e la gestione della malattia diverticolare, soprattutto in presenza di sintomi ricorrenti o complicanze. L’obiettivo principale del gastroenterologo è valutare il quadro clinico del paziente, identificare eventuali episodi di infiammazione attiva e stabilire un percorso terapeutico mirato.

Svolgimento della visita

La valutazione inizia con un’anamnesi dettagliata, durante la quale il gastroenterologo raccoglie informazioni sui sintomi riferiti dal paziente, la loro frequenza e intensità, eventuali episodi pregressi di diverticolite e la presenza di fattori di rischio, come dieta povera di fibre, sedentarietà o familiarità per patologie del colon. Successivamente, si procede con l’esame obiettivo, che prevede la palpazione dell’addome per individuare eventuali zone dolorose, tensione muscolare o segni di peritonismo nei casi più gravi.

Approfondimenti diagnostici

A seguito della visita clinica, lo specialista può richiedere esami strumentali e di laboratorio per confermare la diagnosi e valutare la gravità della condizione. Tra i principali accertamenti vi sono:

  • esami del sangue, utili per rilevare segni di infezione o infiammazione (aumento dei globuli bianchi e della proteina C-reattiva - PCR).

  • ecografia addominale, indicata per una prima valutazione non invasiva dell’intestino e l’individuazione di ispessimenti della parete intestinale o raccolte liquide.

  • TAC addominale con mezzo di contrasto, considerata il gold standard per la diagnosi di diverticolite acuta, in grado di evidenziare infiammazioni, ascessi e altre complicanze.

  • colonscopia, generalmente non indicata nella fase acuta, ma consigliata a distanza di qualche settimana dall’episodio infiammatorio per escludere altre patologie del colon, come neoplasie o malattie infiammatorie croniche intestinali.

Sulla base della valutazione clinica e diagnostica, il gastroenterologo definisce il trattamento più appropriato. Nei casi di diverticolite non complicata, si raccomanda una gestione conservativa con antibiotici, dieta a basso residuo e riposo intestinale. Per pazienti con episodi ricorrenti o complicanze, si può valutare una terapia a lungo termine con modifiche dietetiche e probiotici per migliorare la funzionalità intestinale. Nei casi più gravi o in presenza di stenosi, perforazioni o ascessi, può essere necessario un approccio chirurgico.

La visita di controllo viene generalmente programmata per monitorare l’evoluzione del quadro clinico e prevenire nuovi episodi di infiammazione. Il paziente viene inoltre educato sulle misure preventive più efficaci, come una dieta equilibrata ricca di fibre, un’adeguata idratazione e uno stile di vita attivo per ridurre il rischio di recidive.


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Come curare la diverticolite​

La cura della diverticolite dipende dalla gravità dell’infiammazione e dalla presenza di eventuali complicanze. L’approccio terapeutico mira a ridurre l’infiammazione, favorire la guarigione intestinale e prevenire recidive, attraverso una combinazione di modifiche dietetiche, riposo intestinale e strategie di supporto.

Nei casi di diverticolite lieve o moderata, il trattamento si basa principalmente sul riposo intestinale e sulla dieta controllata. Inizialmente, si consiglia un’alimentazione liquida o a basso residuo per ridurre il carico di lavoro dell’intestino e alleviare i sintomi. Progressivamente, si può reintrodurre una dieta più varia, con particolare attenzione alla tolleranza individuale agli alimenti ricchi di fibre. L’idratazione adeguata è essenziale per favorire il transito intestinale e prevenire episodi di stipsi, che potrebbero aggravare l’infiammazione.

Dopo la fase acuta, è fondamentale adottare un’alimentazione equilibrata per prevenire nuovi episodi di diverticolite. Una dieta ricca di fibre provenienti da frutta, verdura, legumi e cereali integrali aiuta a mantenere un transito intestinale regolare e a ridurre la pressione nel colon, fattore che può contribuire alla formazione dei diverticoli. Tuttavia, l’introduzione delle fibre deve essere graduale, per evitare gonfiore e disturbi digestivi. Anche il consumo regolare di probiotici, presenti in alimenti fermentati o specifici integratori, può favorire l’equilibrio della flora intestinale e ridurre il rischio di infiammazione.

L’adozione di uno stile di vita sano è un elemento chiave nella gestione della diverticolite. L’attività fisica regolare favorisce il transito intestinale e riduce il rischio di stitichezza, mentre lo stress può influenzare negativamente la motilità intestinale e deve essere gestito attraverso tecniche di rilassamento e abitudini salutari. È inoltre consigliabile evitare il fumo e il consumo eccessivo di alcol, che possono alterare la funzionalità intestinale e favorire processi infiammatori.

I pazienti con episodi ricorrenti di diverticolite dovrebbero sottoporsi a visite di controllo gastroenterologiche, per monitorare lo stato della malattia e prevenire possibili complicanze. In alcuni casi, può essere necessario eseguire esami diagnostici di approfondimento, come la colonscopia o la TAC addominale, per valutare eventuali alterazioni della parete intestinale e stabilire la necessità di ulteriori interventi terapeutici.

Una gestione attenta della diverticolite, basata su dieta, stile di vita sano e monitoraggio medico, consente di ridurre significativamente il rischio di recidive e migliorare la qualità della vita del paziente.

Perché si formano i diverticoli? Fattori di rischio e meccanismi di sviluppo

I diverticoli sono piccole estroflessioni che si formano nella parete del colon, principalmente a livello del sigma, e rappresentano una condizione molto diffusa, soprattutto nei paesi industrializzati. La loro comparsa è legata a una combinazione di fattori strutturali, dietetici e fisiologici che determinano un indebolimento della parete intestinale e un aumento della pressione intraluminale.

Uno dei principali meccanismi che favoriscono la formazione dei diverticoli è la progressiva perdita di elasticità della parete intestinale, legata all’invecchiamento. Con il passare del tempo, il tessuto connettivo del colon diventa meno resistente e più soggetto a cedimenti, permettendo la fuoriuscita di piccole porzioni della mucosa attraverso punti di debolezza nella muscolatura intestinale. Questo fenomeno è aggravato da un aumento della pressione interna nel colon, dovuto a contrazioni intestinali irregolari e a un transito rallentato delle feci.

Uno dei fattori più rilevanti nella patogenesi dei diverticoli è un’alimentazione povera di fibre. Le fibre alimentari favoriscono un’evacuazione regolare e riducono la pressione all’interno del colon, prevenendo il ristagno fecale. Una dieta ricca di alimenti raffinati e povera di frutta, verdura e cereali integrali può predisporre alla stitichezza cronica, condizione che aumenta lo sforzo evacuativo e il carico pressorio sulle pareti intestinali, favorendo la formazione di diverticoli.

Esistono evidenze che suggeriscono una predisposizione genetica allo sviluppo della malattia diverticolare. Sebbene lo stile di vita giochi un ruolo determinante, alcuni individui possono essere più inclini alla formazione dei diverticoli a causa di fattori ereditari che influenzano la struttura della parete intestinale o la motilità del colon.

Uno stile di vita sedentario contribuisce all’alterazione della motilità intestinale, rallentando il transito fecale e aumentando il rischio di stipsi, che a sua volta favorisce la pressione eccessiva nel colon. L’attività fisica regolare, invece, stimola la peristalsi intestinale e riduce la probabilità di formazione dei diverticoli. Anche il fumo e l’alcol possono influenzare negativamente la salute intestinale, alterando la funzionalità della mucosa e favorendo processi infiammatori.

FAQ

I diverticoli possono sparire​? 

No, i diverticoli non possono regredire né scomparire spontaneamente una volta formati. Si tratta di estroflessioni permanenti della parete del colon, generalmente associate all’invecchiamento e a fattori dietetici. Tuttavia, con una corretta gestione attraverso una dieta ricca di fibre, un’adeguata idratazione e uno stile di vita sano, è possibile ridurre il rischio di infiammazione e prevenire episodi di diverticolite.

I diverticoli possono sanguinare?

Sì, i diverticoli possono sanguinare a causa della rottura di piccoli vasi sanguigni situati nella loro parete. Il sanguinamento diverticolare può manifestarsi con la presenza di sangue rosso vivo nelle feci o sotto forma di emorragia rettale improvvisa. In molti casi, l’episodio è autolimitante, ma se il sanguinamento è abbondante o persistente, è necessario un intervento medico per individuare la causa e stabilire il trattamento più adeguato.

Con l'ecografia all'addome si vedono i diverticoli​?

L’ecografia addominale può fornire alcune informazioni sulla presenza di diverticoli, ma non è l’esame più accurato per la loro identificazione. Questa metodica può evidenziare segni indiretti di diverticolite, come ispessimenti della parete intestinale o raccolte liquide suggestive di infiammazione. Tuttavia, per una diagnosi più precisa della malattia diverticolare, sono generalmente preferiti la TAC addominale con mezzo di contrasto nella fase acuta e la colonscopia in fase di stabilità per una valutazione diretta della mucosa intestinale.

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