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Mal di denti: cause, rimedi e quando andare dal dentista

~March 06, 2025
9 minuti
mal di denti

Quel dolore lancinante che si propaga dalla mandibola fino alla tempia, capace di monopolizzare ogni pensiero e rendere impossibile qualsiasi attività quotidiana. Il mal di denti rappresenta una delle esperienze dolorose più universalmente riconosciute dall'umanità, un disagio ancestrale che ha attraversato i secoli trovando spazio nei trattati di medicina dell'antico Egitto così come nei moderni prontuari odontoiatrici. 

Nonostante i significativi progressi della medicina dentale, questa manifestazione algica continua a colpire con democratica imparzialità milioni di persone ogni anno, senza distinzione di età o condizione sociale. Ciò che rende il dolore dentale particolarmente insidioso è la sua capacità di presentarsi improvvisamente, spesso nelle situazioni meno opportune, rivelando problematiche che potrebbero covare silenti da settimane o addirittura mesi. 

Le cause del mal di denti 

Il mal di denti è un sintomo comune che può avere cause diverse, alcune direttamente correlate alla salute orale, altre legate a condizioni più ampie che coinvolgono il cranio, i seni paranasali o la colonna cervicale. Il dolore può variare da un fastidio lieve e intermittente a una condizione acuta e persistente che interferisce con le attività quotidiane. Identificare la causa sottostante è fondamentale per un trattamento efficace.

Mal di denti da carie: la causa più comune

La carie dentale è la principale causa di mal di denti. È un processo degenerativo causato dall’azione di batteri che colonizzano la placca dentale e producono acidi in grado di demineralizzare lo smalto. Se non trattata, la carie può progredire fino a raggiungere la polpa dentale, causando:

  • Ipersensibilità al caldo, al freddo e ai cibi dolci

  • Dolore pulsante spontaneo

  • Infiammazione della polpa dentale (pulpite), che può evolvere in necrosi

Nei casi più gravi, la carie può provocare ascessi dentali, con dolore intenso, gonfiore e possibile diffusione dell’infezione ai tessuti circostanti. La prevenzione tramite igiene orale accurata e controlli periodici è essenziale per evitare questa patologia.

Mal di denti da sinusite

Il mal di denti da sinusite è un fenomeno comune, soprattutto nei pazienti con infezioni croniche dei seni paranasali. I seni mascellari, situati sopra le arcate dentarie superiori, possono infiammarsi a causa di infezioni virali o batteriche, provocando un accumulo di muco e pressione che si riflette sui denti.

Tra i sintomi caratteristici del mal di denti da sinusite ci sono: 

  • Dolore sordo e diffuso ai denti superiori

  • Sensazione di pressione sul viso e dolore che aumenta chinando la testa

  • Congestione nasale e secrezione mucosa

  • Possibile febbre nei casi di infezione batterica

In questi casi, il trattamento della sinusite con decongestionanti, antinfiammatori e, se necessario, antibiotici porta alla risoluzione del dolore dentale.

Mal di denti nei bambini: le cause più frequenti

Nei bambini, il mal di denti può essere legato a diverse condizioni, tra cui:

  • Eruzione dentale: Durante la crescita, la fuoriuscita dei denti da latte e dei permanenti può causare dolore gengivale, irritabilità e aumento della salivazione.

  • Carie infantili: L'alta esposizione a zuccheri e una scarsa igiene orale favoriscono la formazione di carie, con conseguente dolore e possibile infezione.

  • Traumi dentali: I bambini, giocando o cadendo, possono subire colpi ai denti che causano fratture o necrosi della polpa dentale.

È essenziale insegnare ai più piccoli una corretta igiene orale e monitorare eventuali segni di dolore persistente, gonfiore o difficoltà nella masticazione.

Mal di denti e mal di testa: un legame spesso sottovalutato

Il mal di testa e il mal di denti possono essere strettamente correlati. Alcune condizioni odontoiatriche possono causare cefalee ricorrenti, tra cui:

  • bruxismo: il digrignamento involontario dei denti, soprattutto durante il sonno, può causare tensione muscolare e dolore che si estende alla testa e alla mandibola.

  • malocclusione dentale: una scorretta posizione dei denti può alterare l'equilibrio della muscolatura facciale e scatenare cefalee tensionali.

  • ascessi dentali o infezioni: le infiammazioni possono irradiarsi alle zone circostanti, provocando dolore riflesso alla testa.

Se il mal di denti è accompagnato da cefalea persistente, è utile consultare sia il dentista che il medico per valutare la causa e il trattamento più adeguato.

Cervicale e mal di denti: una connessione neuro-muscolare

La cervicalgia può essere una causa indiretta di mal di denti. Le vertebre cervicali sono strettamente connesse ai nervi che innervano il viso e la mandibola, e una loro disfunzione può causare dolore riferito ai denti. 

Le situazioni in cui la cervicale può causare mal di denti in maniera più frequente ci sono: 

  • tensione muscolare prolungata: una postura scorretta o lo stress possono sovraccaricare i muscoli del collo e della mandibola, provocando dolore irradiato ai denti; 

  • disfunzione dell’ATM (articolazione temporo-mandibolare): problemi di occlusione o tensione mandibolare possono generare sia dolore cervicale che dentale.

  • nevralgia del trigemino: una compressione o irritazione del nervo trigemino, che innerva la mascella e i denti, può scatenare episodi di dolore acuto.

In questi casi, trattamenti come fisioterapia, rilassamento muscolare e correzione posturale possono alleviare i sintomi.


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Visita odontoiatrica: quando prenotarla

La visita odontoiatrica è un controllo essenziale per mantenere la salute orale e prevenire l’insorgenza di patologie dentali e gengivali. Una diagnosi precoce consente di trattare tempestivamente eventuali problemi, riducendo la necessità di interventi invasivi. La frequenza delle visite varia in base all’età, allo stato di salute dentale e alla presenza di condizioni predisponenti.

Per gli adulti, una visita odontoiatrica regolare permette di monitorare la salute di denti e gengive, prevenendo problemi come carie, gengiviti e malattie parodontali. È consigliato effettuare un controllo almeno una volta all’anno, anche in assenza di sintomi, mentre per i soggetti a rischio, come fumatori, diabetici o persone con predisposizione alla parodontite, possono essere necessari controlli più frequenti.

Le situazioni in cui è indispensabile rivolgersi subito al dentista includono:

  • Dolore dentale persistente, che può indicare la presenza di carie profonde o infezioni.

  • Sanguinamento gengivale, segno iniziale di gengivite o parodontite.

  • Sensibilità ai cibi caldi, freddi o zuccherati, possibile sintomo di carie o erosione dello smalto.

  • Alitosi persistente, che può derivare da infezioni dentali o gengivali.

  • Denti scheggiati o rotti, che necessitano di un trattamento per evitare complicazioni.

  • Problemi di occlusione o dolore mandibolare, che possono richiedere un intervento ortodontico o un trattamento per disturbi dell’ATM.

Ogni quanto fare la visita odontoiatrica?

La frequenza ottimale della visita odontoiatrica dipende dallo stato di salute orale del paziente:

  • Ogni 6 mesi per persone con predisposizione a carie, gengiviti o con trattamenti odontoiatrici in corso (protesi, impianti, ortodonzia).

  • Ogni 12 mesi per soggetti senza problematiche dentali evidenti, come forma di prevenzione.

  • Ogni 3-4 mesi per pazienti con patologie parodontali, diabete o abitudini che favoriscono l’accumulo di placca e tartaro, come il fumo.

Durante la visita, il dentista eseguirà una valutazione clinica completa, individuando eventuali problemi e stabilendo un piano di trattamento o prevenzione personalizzato.

Quando fare la visita odontoiatrica nei bambini?

Nei bambini, la prima visita odontoiatrica dovrebbe avvenire entro il primo anno di vita, in modo da monitorare la crescita dei denti e fornire indicazioni ai genitori sulla corretta igiene orale. Dopo la prima visita, si consiglia un controllo almeno ogni 6-12 mesi, per prevenire la formazione di carie e verificare il corretto sviluppo della dentizione.

Situazioni in cui è opportuno anticipare la visita:

  • Presenza di macchie sui denti, possibile segnale di carie iniziale.

  • Dolore o fastidio durante la masticazione.

  • Traumi dentali, frequenti nei bambini piccoli.

  • Difficoltà nella deglutizione o respirazione orale, che potrebbero indicare problemi ortodontici.

Un monitoraggio regolare aiuta a prevenire problemi futuri e a instaurare corrette abitudini di igiene orale fin dalla prima infanzia.

Come far passare il mal di denti​

Il mal di denti è un sintomo che può derivare da diverse cause, tra cui carie, infezioni, infiammazioni gengivali, traumi dentali o disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). 

Se il mal di denti è improvviso e non è possibile rivolgersi subito a un dentista, esistono alcuni accorgimenti utili per ridurre temporaneamente il fastidio:

  • farmaci antidolorifici e antinfiammatori, l’uso di paracetamolo o farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene o ketoprofene, aiuta a controllare il dolore e l’infiammazione. Tuttavia, questi farmaci agiscono solo sui sintomi e non eliminano la causa del problema, per cui il loro utilizzo dovrebbe essere solo temporaneo, in attesa di una valutazione specialistica; 

  • applicare un impacco di ghiaccio avvolto in un panno sulla guancia, nella zona del dolore, per 15-20 minuti può ridurre il gonfiore e attenuare il fastidio. Questo metodo è particolarmente efficace in caso di ascessi, traumi o infiammazioni gengivali

  • risciacqui con acqua e sale, sciogliere un cucchiaino di sale in un bicchiere d’acqua tiepida e fare sciacqui più volte al giorno aiuta a ridurre l’infiammazione e a disinfettare la bocca, specialmente in presenza di infezioni gengivali o piccole lesioni.

L’uso di collutori a base di clorexidina può contribuire a ridurre la carica batterica nel cavo orale. Tra i rimedi naturali, l’olio essenziale di chiodi di garofano ha proprietà analgesiche e può essere applicato localmente su un batuffolo di cotone per un sollievo temporaneo.

Se il mal di denti è persistente o ricorrente, è necessario individuare la causa e intervenire con il trattamento adeguato.

Mal di denti in gravidanza, cosa fare e a chi rivolgersi 

Durante la gravidanza, le alterazioni ormonali possono aumentare il rischio di problemi dentali come gengiviti, carie e sensibilità dentale, rendendo il mal di denti un disturbo comune tra le future mamme. L’infiammazione gengivale, nota come gengivite gravidica, è particolarmente frequente e può causare dolore, sanguinamento e gonfiore gengivale. Inoltre, la maggiore acidità del cavo orale dovuta a nausea e vomito può favorire l’erosione dello smalto dentale.

In caso di mal di denti in gravidanza, è fondamentale rivolgersi a un dentista specializzato, informandolo sullo stato di gravidanza per adottare precauzioni specifiche. Gli interventi odontoiatrici di routine, come pulizia dei denti e cure conservative, sono generalmente sicuri e consigliati, preferibilmente nel secondo trimestre, quando i rischi per il feto sono minimi. Farmaci analgesici e antibiotici, se necessari, devono essere assunti solo sotto prescrizione medica, evitando sostanze controindicate in gravidanza.

Per prevenire il mal di denti, è essenziale mantenere una corretta igiene orale, utilizzare dentifrici specifici per denti sensibili e sottoporsi a controlli regolari dal dentista. Un approccio tempestivo può prevenire complicazioni e garantire la salute orale della madre e del bambino.

​FAQ

Mal di dente fortissimo: cosa fare?

In caso di dolore dentale intenso, è importante intervenire rapidamente per alleviare il sintomo e individuare la causa. I primi passi da seguire includono:

  • assunzione di farmaci antidolorifici o antinfiammatori (come ibuprofene o paracetamolo) secondo le indicazioni mediche.

  • applicazione di impacchi freddi sulla guancia per ridurre il gonfiore e il dolore.

  • sciacqui con acqua e sale per disinfettare la zona e lenire l’infiammazione.

  • evitare cibi caldi, freddi o zuccherati, che possono aggravare il dolore.

Se il dolore persiste per più di 24-48 ore, è fondamentale consultare immediatamente un dentista, in quanto potrebbe trattarsi di un’infezione, una pulpite o un ascesso dentale che richiede un trattamento specifico.

Cosa mangiare con il mal di denti?

Quando si soffre di mal di denti, è consigliabile optare per alimenti morbidi e a temperatura ambiente, evitando cibi troppo caldi, freddi, duri o zuccherati. Alcuni alimenti consigliati includono:

  • Zuppe tiepide e passati di verdure.

  • Purè di patate o legumi.

  • Yogurt e latticini morbidi.

  • Pesce e carne bianca ben cotti e sminuzzati.

  • Frullati e smoothie non troppo freddi.

È importante anche mantenere un’adeguata igiene orale dopo i pasti per evitare l’accumulo di placca e batteri che potrebbero peggiorare il dolore.

Cosa significa nevralgia ai denti?

La nevralgia ai denti è un dolore acuto e improvviso causato dall’irritazione o infiammazione di un nervo dentale. Può essere scatenata da diverse condizioni, tra cui:

  • Carie profonde o infezioni che coinvolgono la polpa dentale.

  • Traumi o fratture dentali.

  • Esposizione della dentina a causa di recessione gengivale o erosione dello smalto.

  • Disturbi del nervo trigemino, che possono causare dolori intermittenti e lancinanti non necessariamente legati a problemi dentali.

Se il dolore è persistente o si manifesta in forma di scariche elettriche o fitte improvvise, è essenziale rivolgersi a un dentista o a un neurologo per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.


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AutoreElty

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