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Esame delle feci: tutto quello che c'è da sapere

~March 19, 2025
8 minuti
esame delle feci

L’esame delle feci è un test diagnostico fondamentale per valutare la salute dell’apparato digerente e individuare eventuali anomalie. Si tratta di un’analisi che può fornire informazioni preziose sulla funzionalità intestinale, sulla presenza di batteri patogeni, parassiti, sangue occulto e marcatori di infiammazione. Spesso viene prescritto quando un paziente manifesta diarrea persistente, dolori addominali, feci anomale, sangue nelle feci, perdita di peso inspiegata o altri sintomi correlati all’apparato gastrointestinale.

Cosa si può scoprire dall’analisi delle feci?

L’esame delle feci completo fornisce una grande quantità di informazioni sulla salute intestinale. L’esame chimico-fisico analizza il pH, il colore, la consistenza e la presenza di muco o sangue nelle feci, fornendo indicazioni su possibili problemi di digestione o infiammazione. La presenza di batteri nelle feci può indicare un’infezione, specialmente se l’analisi colturale identifica microrganismi patogeni come Salmonella, Escherichia coli o Clostridium difficile.

Alcuni esami specifici, come il dosaggio della calprotectina fecale, sono utilizzati per identificare la presenza di infiammazione e  malattie infiammatorie croniche intestinali, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. 

L’esame parassitologico delle feci permette di individuare la presenza di parassiti intestinali e delle loro uova, fondamentali nella diagnosi di infezioni da Giardia, Ascaris, ossiuri e altri microrganismi che possono causare disturbi digestivi cronici. Inoltre, l’analisi può rilevare la presenza di grassi, proteine o residui alimentari non digeriti, fornendo indicazioni su eventuali problemi di malassorbimento.

Esame delle feci e Helicobacter pylori: un test utile per la salute dello stomaco

Uno degli esami più richiesti nell’ambito della gastroenterologia è l’esame delle feci per Helicobacter pylori, un batterio che può colonizzare lo stomaco e causare gastrite cronica e ulcere peptiche. Questo test è particolarmente indicato per chi soffre di bruciore di stomaco, reflusso gastroesofageo, nausea o dolori addominali persistenti, sintomi che possono indicare la presenza di un’infezione da H. pylori.

Il vantaggio di questo test è che è non invasivo e può essere eseguito con facilità, senza bisogno di sottoporsi a procedure più complesse come la gastroscopia con biopsia. Se il risultato è positivo, il medico può prescrivere una terapia antibiotica mirata per eliminare il batterio e ridurre il rischio di complicazioni future, come ulcere o tumori gastrici. Dopo il trattamento, il test può essere ripetuto per verificare se l’infezione è stata eradicata con successo.

L’importanza dell’esame delle feci nella diagnosi delle malattie intestinali

L’esame delle feci è uno strumento fondamentale per individuare molte patologie intestinali che altrimenti potrebbero passare inosservate. Le alterazioni nelle caratteristiche delle feci possono essere indicative di problemi digestivi, infiammazioni croniche o infezioni in corso. Ad esempio, la presenza di grassi non digeriti può essere un segnale di insufficienza pancreatica o di malassorbimento, mentre un’alterazione del pH fecale può indicare uno squilibrio nella flora intestinale o una possibile intolleranza alimentare.

La ricerca del sangue occulto nelle feci è un altro test di fondamentale importanza, spesso utilizzato negli screening per il tumore del colon-retto. Questo esame può rilevare piccole tracce di sangue che non sono visibili a occhio nudo, permettendo di individuare precocemente la presenza di polipi o altre lesioni che potrebbero evolvere in tumori maligni. Se il test risulta positivo, il medico può suggerire ulteriori accertamenti, come una colonscopia, per approfondire la diagnosi.

L’esame delle feci è anche utile per il monitoraggio delle malattie infiammatorie intestinali (IBD), come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. In questi casi, l’analisi della calprotectina fecale permette di valutare il grado di infiammazione presente nell’intestino, aiutando i medici a determinare l’efficacia delle terapie in corso e a monitorare l’andamento della malattia nel tempo.

Esame delle feci e flora batterica intestinale: il ruolo del microbiota

Negli ultimi anni, si è posta sempre più attenzione all’importanza del microbiota intestinale, ovvero l’insieme dei batteri che abitano nel nostro intestino e che svolgono funzioni essenziali per la digestione, il metabolismo e la regolazione del sistema immunitario. Un disequilibrio nella flora batterica, noto come disbiosi intestinale, può causare sintomi come gonfiore, diarrea, stipsi e alterazioni dell’umore.

L’analisi della flora batterica fecale permette di valutare la presenza di batteri benefici e di eventuali batteri patogeni che potrebbero essere responsabili di infezioni o disfunzioni intestinali. Questo test è particolarmente utile per chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile (IBS), allergie o disturbi metabolici, poiché aiuta a individuare eventuali squilibri e a correggerli con una dieta mirata o con l’assunzione di probiotici e prebiotici.

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Come si fa l’esame delle feci e quando raccoglierle?

Per eseguire l’esame delle feci, il paziente deve raccogliere un campione utilizzando un contenitore sterile, solitamente fornito dal laboratorio o acquistabile in farmacia. È fondamentale evitare il contatto del campione con l’acqua del WC o con l’urina, poiché ciò potrebbe compromettere l’analisi. La raccolta del campione deve avvenire preferibilmente al mattino, ma se necessario può essere effettuata la sera prima, conservandolo in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 e 8°C per un massimo di 12-24 ore.

Per alcuni tipi di analisi, come l’esame parassitologico delle feci, può essere richiesto di raccogliere campioni in giorni diversi per aumentare la probabilità di rilevare la presenza di parassiti. Questa procedura è importante perché alcuni parassiti vengono eliminati in modo intermittente e un singolo campione potrebbe non essere sufficiente per una diagnosi accurata. Quando vengono richiesti tre campioni di feci, il motivo è legato alla necessità di aumentare la sensibilità dell’esame, riducendo il rischio di falsi negativi.

Cosa mangiare prima dell’esame delle feci?

Una domanda frequente riguarda l’alimentazione prima dell’esame delle feci e se sia necessario seguire particolari restrizioni. Per la maggior parte degli esami fecali, non è necessario seguire una dieta speciale, ma ci sono alcune eccezioni. Ad esempio, per la ricerca del sangue occulto, il medico potrebbe consigliare di evitare carni rosse, spinaci, ravanelli e alcuni farmaci antinfiammatori nei giorni precedenti al test, poiché questi elementi possono interferire con i risultati.

Un altro dubbio comune riguarda il digiuno. In genere, l’esame delle feci non richiede il digiuno, tranne in situazioni specifiche in cui venga effettuato in combinazione con altri test ematici. Se non si ricevono indicazioni specifiche dal medico, si può mangiare normalmente prima di raccogliere il campione.

Tempi di attesa per i risultati e costo dell’esame delle feci

I tempi di attesa per i risultati dell’analisi delle feci dipendono dal tipo di test richiesto. Alcuni esami, come la ricerca di sangue occulto, possono fornire risultati in 24-48 ore, mentre test più complessi, come le colture batteriche o la ricerca di parassiti, possono richiedere 3-5 giorni.

Per quanto riguarda il costo dell’esame delle feci, il prezzo varia a seconda della tipologia di analisi e della struttura presso cui viene effettuato. In media, un esame delle feci completo può costare tra 10 e 30 euro, mentre test specifici come la calprotectina fecale possono avere un costo compreso tra 40 e 80 euro. L’esame per Helicobacter pylori tramite le feci può costare dai 30 ai 70 euro. Se prescritto dal medico curante e svolto presso una struttura pubblica, l’esame può essere coperto dal Servizio Sanitario Nazionale, con il solo pagamento del ticket.

Esame delle feci nei bambini: quando è necessario?

Nei bambini, l’esame delle feci è spesso richiesto per indagare infezioni intestinali, intolleranze alimentari o problemi di digestione. I sintomi che potrebbero richiedere questo esame includono diarrea persistente, dolori addominali, sangue nelle feci, perdita di peso e gonfiore addominale.

Una delle analisi più frequenti nei bambini è l’esame parassitologico delle feci, utile per identificare la presenza di ossiuri, Giardia, Ascaris e altri parassiti intestinali. Le infezioni parassitarie sono abbastanza comuni nei bambini che frequentano ambienti scolastici e possono manifestarsi con prurito anale, disturbi del sonno e alterazioni dell’appetito.

Nei bambini con sospette intolleranze alimentari, l’esame delle feci può anche rivelare problemi di malassorbimento o la presenza di grassi e zuccheri non digeriti, segni di un possibile deficit enzimatico o di una reazione avversa a determinati alimenti.

L’esame delle feci e la connessione con la salute generale

Come abbiamo visto, le condizioni dell’apparato intestinale sono strettamente correlate alla salute generale dell’organismo, e anomalie nelle feci possono essere un segnale di problemi sistemici. Ad esempio, recenti studi hanno evidenziato un legame tra disbiosi intestinale e malattie autoimmuni, oltre che con disturbi metabolici e patologie infiammatorie croniche.

Il sistema immunitario è influenzato dalla salute intestinale, poiché gran parte delle cellule immunitarie risiedono nell’intestino. Per questo motivo, squilibri nella flora batterica possono contribuire allo sviluppo di patologie autoimmuni, disturbi dermatologici e problemi neurologici, come ansia e depressione.

Monitorare la salute intestinale attraverso l’esame delle feci è quindi essenziale non solo per individuare problemi digestivi, ma anche per prevenire condizioni più complesse che potrebbero influenzare altri aspetti del benessere generale.

FAQ 

L’esame delle feci si fa a digiuno?

No, l’esame delle feci non richiede il digiuno, a meno che non venga effettuato in combinazione con altri test diagnostici che lo richiedano. Tuttavia, per alcune analisi specifiche, come la ricerca del sangue occulto, potrebbe essere necessario evitare determinati alimenti nei giorni precedenti.

Si può fare l’esame delle feci con le mestruazioni?

Sì, è possibile eseguire l’esame delle feci durante il ciclo mestruale, ma è importante evitare la contaminazione del campione con il sangue mestruale, specialmente se si sta effettuando la ricerca del sangue occulto nelle feci. Per ridurre il rischio di falsi positivi, si consiglia l’uso di un tampone vaginale o di attendere la fine del ciclo.

Quanto tempo possono stare le feci in frigo prima dell’analisi?

Se non è possibile consegnare subito il campione al laboratorio, le feci possono essere conservate in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 e 8°C per un massimo di 12-24 ore. Per alcuni test specifici, come le colture batteriche, il campione deve essere consegnato il prima possibile per garantire l’affidabilità dei risultati.

Si può mangiare prima dell’esame delle feci?

Per la maggior parte delle analisi fecali, non ci sono restrizioni alimentari, ma in alcuni casi specifici potrebbe essere necessario evitare certi alimenti nei giorni precedenti. Ad esempio, nella ricerca del sangue occulto, si consiglia di non consumare carne rossa, spinaci, ravanelli e alcuni farmaci anti-infiammatori, per evitare falsi positivi.


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AutoreElty

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