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Emocromo completo: cosa comprende e quando farlo

~March 18, 2025
8 minuti
emocromo

L’emocromo completo è uno degli esami del sangue più utili e richiesti per monitorare lo stato di salute generale. Grazie alla sua capacità di analizzare i principali componenti del sangue, come globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, rappresenta uno strumento diagnostico fondamentale per individuare anomalie che possono indicare patologie come anemia, infezioni o problemi della coagulazione. In poche parole, è una risorsa preziosa sia per identificare condizioni specifiche sia per controlli di routine, offrendo informazioni dettagliate sul funzionamento del sistema ematico. 

È semplice da eseguire, accessibile e spesso costituisce il punto di partenza per ulteriori approfondimenti medici, garantendo una visione completa della salute di una persona. Nell’articolo esploreremo cosa comprende l’esame, quando è utile farlo e quali benefici può apportare alla prevenzione e alla diagnosi precoce delle malattie.

Cosa comprende un emocromo completo?

L’emocromo completo, spesso abbinato alla formula leucocitaria, è uno degli strumenti diagnostici più versatili. Fornisce una visione dettagliata delle cellule presenti nel sangue e delle loro caratteristiche, aiutando i medici a individuare precocemente eventuali anomalie. In particolare, l’emocromo analizza tre componenti principali: i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine.

  • I globuli rossi sono responsabili del trasporto di ossigeno ai tessuti e dell’eliminazione dell’anidride carbonica. Alterazioni nel loro numero o nella loro struttura possono indicare anemia, policitemia o problemi metabolici. I parametri correlati ai globuli rossi includono l’emoglobina, l’ematocrito e l’MCV (volume corpuscolare medio), che forniscono informazioni dettagliate sullo stato del sangue e sulle possibili carenze nutrizionali, come quelle di ferro.

  • I globuli bianchi sono le cellule del sistema immunitario. L’emocromo completo con formula differenzia i vari tipi di globuli bianchi, come neutrofili, linfociti e monociti, fornendo indicazioni preziose sulla risposta immunitaria e sulla presenza di infezioni, infiammazioni o malattie autoimmuni.

  • Le piastrine, invece, svolgono un ruolo cruciale nella coagulazione del sangue. Valori troppo bassi possono indicare un rischio maggiore di sanguinamenti, mentre livelli elevati sono associati a un rischio aumentato di trombi. La combinazione di questi parametri nell’emocromo completo con formula e piastrine offre un quadro completo delle funzioni ematiche e dei potenziali squilibri.

Molti si chiedono se l’emocromo completo comprende il ferro o altri valori come il colesterolo. Sebbene l’emocromo sia un esame molto completo, non misura direttamente il ferro o il colesterolo, ma può indicare la necessità di approfondimenti. Ad esempio, in caso di anemia rilevata dall’emocromo, il medico potrebbe richiedere test specifici per valutare i livelli di ferro o la funzionalità tiroidea.

Perché fare un emocromo completo?

L’esame emocromo completo è richiesto in una varietà di situazioni e serve a monitorare la salute generale, diagnosticare problemi specifici o seguire l’evoluzione di una malattia. Essendo un test di base, è spesso il primo passo per identificare condizioni che richiedono ulteriori accertamenti. In molti casi, il medico prescrive un emocromo per monitorare sintomi come affaticamento, febbre persistente, pallore o difficoltà respiratorie. Questi segnali possono essere collegati a carenze di ferro, infezioni o malattie croniche.

L’emocromo è anche fondamentale nella diagnosi di condizioni più complesse, come i disturbi della coagulazione o le malattie autoimmuni. Grazie alla capacità di analizzare parametri specifici come le piastrine e la formula leucocitaria, permette di individuare segnali di problemi che potrebbero altrimenti passare inosservati.

Un altro motivo per cui l’emocromo completo è così importante è la sua capacità di monitorare i progressi terapeutici. Per esempio, nei pazienti con anemia in trattamento, l’analisi dei globuli rossi e dell’emoglobina consente di verificare l’efficacia delle terapie. Allo stesso modo, nelle persone sottoposte a trattamenti chemioterapici, l’emocromo è indispensabile per valutare l’impatto della terapia sul midollo osseo e sul sistema immunitario.

Valori emocromo completo: interpretazione e approfondimenti

I valori dell’emocromo completo sono interpretati dal medico in base a intervalli di riferimento che variano per età, genere e condizioni di salute. Tuttavia, anomalie nei risultati possono essere il segnale di problemi sottostanti. Ad esempio, bassi livelli di globuli rossi, emoglobina e ematocrito sono spesso associati all’anemia, mentre un aumento dei globuli bianchi può indicare infezioni o infiammazioni. Valori elevati di piastrine possono suggerire un rischio maggiore di trombi, mentre livelli bassi possono predisporre a emorragie.

Quando i risultati dell’emocromo evidenziano anomalie significative, il medico potrebbe prescrivere ulteriori esami. Per esempio, un emocromo completo con formula può essere integrato con test per il ferro, la vitamina B12 o l’acido folico in caso di sospetta anemia. Allo stesso modo, un aumento dei globuli bianchi può richiedere una valutazione microbiologica o test specifici per malattie autoimmuni.


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Come si esegue un emocromo completo?

Eseguire un emocromo completo è una procedura semplice e rapida che prevede il prelievo di un campione di sangue da una vena del braccio. Questo campione viene poi analizzato in laboratorio per misurare i parametri ematici. L’esame non richiede particolari preparazioni, ma è consigliabile informare il medico su eventuali farmaci in uso, poiché alcuni medicinali possono influenzare i risultati.

Sebbene l’emocromo completo non richieda necessariamente il digiuno, può essere abbinato ad altri test, come il profilo lipidico o il controllo della glicemia, che invece lo richiedono. In alcuni casi, il medico potrebbe suggerire un pacchetto di analisi che includa sia l’emocromo completo sia altri esami, come l’analisi delle urine, per ottenere una visione più completa della salute del paziente.

Emocromo completo e carenze nutrizionali: cosa può rivelare?

L’emocromo completo non fornisce direttamente i livelli di vitamine e minerali, ma può essere un indicatore utile di alcune carenze nutrizionali. Ad esempio, un livello basso di globuli rossi, emoglobina e MCV (volume corpuscolare medio) può suggerire un’anemia sideropenica, dovuta a una carenza di ferro. In questo caso, il medico può richiedere un dosaggio della ferritina e del ferro sierico per confermare la diagnosi.

Un MCV aumentato può essere associato a carenze di vitamina B12 o acido folico, spesso presenti nelle persone che seguono diete restrittive o che hanno problemi di assorbimento intestinale. Anche alterazioni nei livelli di globuli bianchi e piastrine possono essere correlate a carenze nutrizionali, specialmente nei soggetti con una dieta povera di proteine, zinco e vitamina C, elementi fondamentali per il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Se l’emocromo mostra anomalie suggestive di una possibile carenza nutrizionale, il medico potrebbe consigliare esami di approfondimento e un’adeguata integrazione alimentare per riportare i valori alla normalità.

Emocromo e infezioni: come interpretare i valori?

Uno degli utilizzi più frequenti dell’emocromo completo è la valutazione di infezioni e infiammazioni. I globuli bianchi sono le cellule principali coinvolte nella risposta immunitaria, e la loro quantità può variare in base alla presenza di infezioni batteriche o virali.

Un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi) può indicare un’infezione in corso, una reazione infiammatoria o, in alcuni casi, una condizione più seria come un disturbo ematologico. Se l’aumento riguarda i neutrofili, è probabile che l’infezione sia di origine batterica, mentre un incremento dei linfociti può suggerire un’infezione virale.

D’altra parte, una diminuzione dei globuli bianchi (leucopenia) può essere causata da infezioni virali prolungate, immunodeficienze o effetti collaterali di farmaci, come chemioterapici o immunosoppressori. Nei pazienti con infezioni croniche o patologie autoimmuni, il monitoraggio dell’emocromo completo con formula leucocitaria è essenziale per valutare la risposta del sistema immunitario.

Emocromo e malattie autoimmuni: quali segnali cercare?

Le malattie autoimmuni, come il lupus, l’artrite reumatoide e la tiroidite di Hashimoto, possono alterare i valori dell’emocromo completo, soprattutto per quanto riguarda i globuli bianchi e le piastrine.

Nei pazienti con patologie autoimmuni, è frequente osservare una riduzione dei globuli rossi e dell’emoglobina, condizione nota come anemia da malattia cronica. Questo avviene perché l’infiammazione cronica altera la produzione e il metabolismo del ferro, riducendone la disponibilità per la sintesi dei globuli rossi.

Anche le piastrine possono risultare alterate: in alcune malattie autoimmuni si registra una trombocitopenia (piastrine basse), che aumenta il rischio di sanguinamenti e lividi. Al contrario, in condizioni come l’artrite reumatoide, le piastrine possono essere aumentate a causa dell’infiammazione sistemica.

Per questo motivo, chi soffre di malattie autoimmuni dovrebbe eseguire regolarmente un emocromo completo con formula leucocitaria, insieme ad altri esami come la VES (velocità di eritrosedimentazione) e la PCR (proteina C-reattiva), per monitorare l’attività della malattia.

Emocromo completo e rischio cardiovascolare: c’è un legame?

Sebbene l’emocromo completo non sia un test specifico per le malattie cardiovascolari, alcune alterazioni nei suoi valori possono indicare un rischio aumentato di eventi cardiovascolari, come infarto e ictus.

Un elevato ematocrito o un aumento del numero di globuli rossi (policitemia) possono suggerire un’eccessiva viscosità del sangue, che può favorire la formazione di coaguli e aumentare il rischio di trombosi. Anche un incremento delle piastrine può essere un segnale di rischio cardiovascolare, soprattutto nei pazienti con ipertensione, diabete o colesterolo alto.

Un altro parametro da tenere sotto controllo è il numero dei globuli bianchi, che può aumentare in risposta a un’infiammazione cronica, una condizione che gioca un ruolo chiave nell’aterosclerosi. Studi recenti suggeriscono che livelli elevati di globuli bianchi potrebbero essere associati a un maggiore rischio di eventi cardiovascolari.

Per questo motivo, chi presenta fattori di rischio cardiovascolare dovrebbe includere l’emocromo completo tra i test di routine, affiancandolo a esami più specifici come il profilo lipidico, la glicemia e l’analisi della proteina C-reattiva ad alta sensibilità (PCR-hs).

Emocromo completo in gravidanza: perché è fondamentale?

Durante la gravidanza, il corpo della donna subisce importanti cambiamenti che possono riflettersi nei valori dell’emocromo completo. Questo esame viene eseguito regolarmente in gravidanza per monitorare la salute della madre e del feto.

Uno degli aspetti più importanti è la valutazione dei globuli rossi e dell’emoglobina, poiché molte donne sviluppano una lieve anemia da carenza di ferro a causa dell’aumento del fabbisogno di questo minerale. Se l’emocromo mostra una significativa riduzione dell’emoglobina, il medico potrebbe prescrivere integratori di ferro per prevenire complicazioni, come il parto prematuro o un peso ridotto del neonato alla nascita.

Anche le piastrine sono attentamente monitorate: livelli troppo bassi potrebbero indicare una condizione chiamata trombocitopenia gestazionale, che in alcuni casi può essere associata a disturbi della coagulazione o a patologie come la preeclampsia.

Infine, il controllo dei globuli bianchi è utile per individuare eventuali infezioni che potrebbero rappresentare un rischio per la gravidanza. L’emocromo completo è quindi un test essenziale per garantire il benessere della madre e del bambino durante la gestazione.


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AutoreElty

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