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Dispnea: cos'è, quali sono le cause e quando preoccuparsi

~March 27, 2025
9 minuti
dispnea

La dispnea, comunemente descritta come difficoltà respiratoria o sensazione di "fame d'aria", rappresenta un sintomo complesso e multifattoriale che può derivare da numerose patologie. Identificarne le cause, soprattutto quando si presenta nei più piccoli, è il primo passo per ritrovare il benessere e sbarazzarsi della sensazione di oppressione al petto che può generare. 

Che cosa è la dispnea

La dispnea, termine derivante dal greco "dys" (difficoltà) e "pnoia" (respirazione), rappresenta un fenomeno clinico la cui concettualizzazione ha subito significative evoluzioni nella storia della medicina. Le prime descrizioni di questo disturbo respiratorio risalgono ai testi ippocratici del V secolo a.C., dove veniva identificato come alterazione del respiro naturale, spesso associata a patologie del torace.

Nel Medioevo, la Scuola Salernitana e successivamente gli studiosi arabi come Avicenna, nel suo "Canone della Medicina", ampliarono l'inquadramento nosologico della dispnea, distinguendone diverse tipologie in base alla manifestazione e alle presunte cause umorali.

La moderna comprensione fisiopatologica del fenomeno iniziò a delinearsi nel XVII secolo con gli studi di William Harvey sulla circolazione sanguigna e le ricerche di John Mayow sull'aria respirabile. Fondamentale fu il contributo di René Laennec che, con l'invenzione dello stetoscopio nel 1816, permise di correlare la dispnea con specifici reperti auscultatori.

Nel XIX secolo, Claude Bernard e i fisiologi della sua scuola iniziarono a indagare i meccanismi neurologici della respirazione, mentre nel secolo successivo si giunse alla definizione della dispnea come esperienza soggettiva multidimensionale, coinvolgente non solo meccanismi cardiorespiratori ma anche componenti psicologiche e percettive.

Attualmente, la dispnea viene concettualizzata come un costrutto complesso che riflette l'interazione tra fattori fisiologici, psicologici e ambientali nella percezione della difficoltà respiratoria. 

Quali sono i sintomi della dispnea

La dispnea si manifesta clinicamente come una sensazione soggettiva di difficoltà respiratoria, caratterizzata da una percezione anomala e spiacevole dell'atto respiratorio. 

Tale sintomatologia presenta un'ampia variabilità fenomenologica, articolandosi in diverse sfumature percettive che i pazienti descrivono con espressioni quali "fame d'aria", "respirazione faticosa", "sensazione di oppressione toracica" o "incapacità di inspirare a sufficienza".

Sul piano semiologico, la dispnea può manifestarsi in due forme: 

  • acuta, con insorgenza improvvisa e rapida evoluzione; 

  • cronica, con andamento progressivo o fluttuante. 

La sua intensità varia considerevolmente, da forme lievi percepibili solo durante sforzi intensi, a manifestazioni severe presenti anche a riposo che compromettono significativamente le attività quotidiane. 

La correlazione tra gravità obiettiva e percezione soggettiva risulta spesso imperfetta, evidenziando la natura complessa di questo sintomo.

Frequentemente, la dispnea si accompagna a manifestazioni cliniche accessorie quali: 

  • tachipnea (aumento della frequenza respiratoria);

  • utilizzo dei muscoli respiratori accessori; 

  • respiro superficiale e tosse

  • postura caratteristica con tronco inclinato in avanti e appoggio degli arti superiori; 

  • cianosi periferica nelle forme più severe. 

Nei quadri avanzati, si possono osservare retrazioni intercostali e sopraclavicolari durante l'inspirazione, respiro paradosso e movimenti asincroni della gabbia toracica.

Il tempismo rappresenta un elemento diagnostico rilevante: la dispnea parossistica notturna, l'ortopnea (difficoltà respiratoria in posizione supina) e la dispnea da sforzo costituiscono pattern caratteristici associati a specifiche condizioni patologiche. Parimenti, fattori aggravanti o allevianti quali posizione corporea, temperatura ambientale, esposizione ad allergeni o inquinanti, e risposta ai trattamenti broncodilatatori forniscono indizi diagnostici preziosi.

Sul piano funzionale, la dispnea determina limitazioni progressive che si riflettono nella riduzione del perimetro di marcia, nell'incapacità di completare attività quotidiane e nel deterioramento della qualità del sonno, con conseguente compromissione della qualità di vita globale e frequente sviluppo di comorbidità ansiose e depressive.


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Quali sono le cause della dispnea?

L'eziologia della dispnea può essere classificata in base ai sistemi organici coinvolti, principalmente respiratorio, cardiovascolare, neuromuscolare e psicogeno.

Nel contesto delle patologie respiratorie, l'ostruzione delle vie aeree costituisce una causa predominante, come si osserva nella broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), nell'asma bronchiale e nelle bronchiectasie. Le condizioni determinano un aumento delle resistenze al flusso aereo con conseguente incremento del lavoro respiratorio. Le patologie del parenchima polmonare, quali la fibrosi polmonare idiopatica, la polmonite interstiziale e la sarcoidosi, compromettono gli scambi gassosi alveolari, riducendo la compliance polmonare. Anche le patologie della pleura, come il pneumotorace e il versamento pleurico, limitano l'espansione polmonare, contribuendo alla genesi della dispnea.

Sul versante cardiovascolare, l'insufficienza cardiaca rappresenta una causa frequente di dispnea, particolarmente nelle fasi di scompenso acuto con edema polmonare. La cardiopatia ischemica, le valvulopatie e le cardiomiopatie possono determinare dispnea sia da sforzo che a riposo. Le aritmie cardiache gravi compromettono la gittata cardiaca, manifestandosi con dispnea acuta. L'embolia polmonare, ostruendo il circolo polmonare, causa ipertensione polmonare acuta con conseguente dispnea improvvisa e talora severa.

Le patologie neuromuscolari, come la sclerosi laterale amiotrofica, la miastenia gravis e la sindrome di Guillain-Barré, causano dispnea attraverso il deficit dei muscoli respiratori. Anche alterazioni strutturali della gabbia toracica, come la cifoscoliosi grave, limitano l'escursione respiratoria.

La dispnea può derivare anche da condizioni metaboliche come l'acidosi metabolica, che stimola la ventilazione compensatoria, o l'anemia severa, che riduce la capacità di trasporto dell'ossigeno. L'obesità patologica incide sulla meccanica respiratoria, riducendo i volumi polmonari.

Non va sottovalutata la componente psicogena, presente nei disturbi d'ansia, nel disturbo da attacchi di panico e nell'iperventilazione psicogena, dove la dispnea si manifesta in assenza di alterazioni organiche significative.

È fondamentale sottolineare come la dispnea rappresenti spesso un sintomo di allarme che richiede un'accurata valutazione diagnostica, includendo esami ematochimici, emogasanalisi, prove di funzionalità respiratoria, diagnostica per immagini toracica e, in casi selezionati, valutazione cardiologica approfondita. Solo attraverso un approccio diagnostico sistema. 

La diagnosi di dispnea e la visita pneumologica

La diagnosi di dispnea avviene dopo la visita pneumologica

All'inizio della visita, lo pneumologo dedicherà del tempo per ascoltare la tua storia. Ti chiederà quando hai iniziato a sentire la mancanza di respiro, se peggiora con l'attività fisica o anche a riposo, se è associata a tosse o dolore toracico, e se hai notato altri sintomi. Non preoccuparti se ti fa molte domande: ogni dettaglio può essere prezioso per arrivare a una diagnosi corretta!

Poi passerà all'esame obiettivo. Ti misurerà la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la saturazione dell'ossigeno nel sangue con un piccolo dispositivo chiamato saturimetro che si applica al dito. Ascolterà il tuo respiro con lo stetoscopio, cercando rumori anomali come sibili o rantoli che possono indicare problemi alle vie aeree o accumulo di liquidi nei polmoni.

A seconda dei sintomi e dei risultati dell'esame obiettivo, lo pneumologo potrebbe prescrivere alcuni esami complementari. La spirometria è spesso il primo test proposto: è un esame semplice e non invasivo che misura la capacità respiratoria e può identificare problemi come l'asma o la BPCO. In alcuni casi, potrebbe essere necessaria una radiografia del torace per visualizzare eventuali anomalie nei polmoni o nella gabbia toracica.

Per valutazioni più approfondite, lo pneumologo potrebbe richiedere una TAC toracica, un'emogasanalisi (un prelievo di sangue arterioso che misura i livelli di ossigeno e anidride carbonica) o un test da sforzo cardiopolmonare, soprattutto se la dispnea compare durante l'attività fisica.

Non dimenticare di portare con te la documentazione medica precedente e la lista dei farmaci che stai assumendo. Prepara anche una lista di domande da fare al medico per non dimenticare nulla di importante durante la visita.

Ricorda che la dispnea può avere molte cause diverse, alcune semplici da trattare e altre più complesse. Lo pneumologo è il professionista più qualificato per guidarti in questo percorso diagnostico e terapeutico, aiutandoti a ritrovare il tuo respiro e la tua qualità di vita.

I rimedi contro la dispnea

La dispnea, o mancanza di respiro, può essere un'esperienza angosciante. Fortunatamente, esistono diversi rimedi e strategie per gestirla e alleviarla. È fondamentale sottolineare che il trattamento della dispnea dipende in larga misura dalla causa sottostante. 

Una prima tipologia di rimedi contro la dispnea prevede l’uso di farmaci: broncodilatatori, ad esempio, sono prescritti per l'asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) per rilassare i muscoli delle vie aeree e facilitare la respirazione. I corticosteroidi possono ridurre l'infiammazione nelle vie aeree. In alcuni casi, possono essere prescritti diuretici per eliminare i liquidi in eccesso dai polmoni e dal corpo, come nell'insufficienza cardiaca. Se la dispnea è causata da ansia, possono essere utili farmaci ansiolitici.

  • ossigenoterapia: se i livelli di ossigeno nel sangue sono bassi, l'ossigenoterapia può essere necessaria. Questa terapia fornisce ossigeno supplementare per migliorare la respirazione e ridurre la dispnea; 

Per le persone con malattie polmonari croniche, come la BPCO, la riabilitazione polmonare è un programma completo che include esercizi, educazione e supporto. Può migliorare la funzione polmonare, ridurre la dispnea e migliorare la qualità della vita.

In alcuni casi è possibile combinare i rimedi farmacologici con altri di natura più casalinga e e strategie di auto-aiuto:

  • tecniche di respirazione: ad esempio, la respirazione a labbra socchiuse, aiuta a rallentare la respirazione e a mantenere aperte le vie aeree più a lungo. La respirazione diaframmatica, o respirazione profonda, può aumentare la capacità polmonare e ridurre la sensazione di mancanza di respiro; 

  • posizioni del corpo: alcune posizioni possono facilitare la respirazione quando si avverte dispnea. Queste includono sedersi in avanti con le mani appoggiate sulle ginocchia o su un tavolo, stare in piedi appoggiandosi a un muro, o dormire con la testa sollevata da cuscini; 

  • evitare il contatto con fattori scatenanti: identificare ed evitare i fattori che scatenano la dispnea è essenziale. Questi possono includere fumo, inquinamento atmosferico, allergeni, temperature estreme e sforzi eccessivi.

  • gestione dello stress: l'ansia e lo stress possono peggiorare la dispnea. Tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga e la respirazione profonda possono aiutare a gestire lo stress e ridurre la mancanza di respiro; 

  • mantenere uno stile di vita sano: seguire una dieta equilibrata, mantenere un peso sano e fare esercizio fisico regolare (secondo le indicazioni del medico) può migliorare la salute generale e ridurre la dispnea.

È importante ricordare che questi rimedi possono aiutare a gestire la dispnea, ma non sostituiscono il trattamento medico appropriato. Se si manifesta dispnea, è fondamentale consultare un medico per determinarne la causa e ricevere il trattamento più efficace.

FAQ

Cosa si intende con dispnea cronica?

La dispnea cronica è una mancanza di respiro che persiste per un lungo periodo, generalmente diverse settimane o mesi, o che si ripresenta frequentemente. Condizioni mediche continue come la BPCO, l'insufficienza cardiaca o l'asma possono causare dispnea cronica. A differenza della dispnea acuta, che insorge improvvisamente, quella cronica è un problema persistente che può limitare significativamente le attività quotidiane.

Cosa fare con la dispnea dopo mangiato?

La dispnea dopo mangiato può essere gestita con alcuni accorgimenti. Può essere utile mangiare porzioni più piccole, evitare cibi che causano gonfiore o reflusso acido, e riposare in posizione eretta dopo i pasti. Anche tecniche di respirazione come la respirazione diaframmatica possono alleviare i sintomi. Se la dispnea postprandiale è frequente, è importante consultare un medico.

Reflusso e dispnea: c’è una relazione?

Sì, c'è una relazione tra reflusso e dispnea. Il reflusso gastroesofageo, in cui l'acido dello stomaco risale nell'esofago, può irritare le vie aeree e causare o peggiorare la dispnea. Questa condizione è chiamata reflusso laringofaringeo e può portare a sintomi respiratori. Gestire il reflusso con farmaci e cambiamenti nello stile di vita può aiutare a ridurre la dispnea associata.

Dispnea notturna: cosa sapere?

La dispnea notturna, o mancanza di respiro che si manifesta di notte, può essere un segno di condizioni mediche serie, come insufficienza cardiaca, asma notturna o apnea del sonno. Può interrompere il sonno e causare affaticamento. È importante consultare un medico per identificarne la causa e ricevere un trattamento adeguato. Dormire con la testa sollevata può alleviare i sintomi.

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