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Pancreas: cos'è, dove si trova, funzioni e patologie principali.

Revisionato da: Elty~May 28, 2026
8 minuti
donna con dolore al nervo sciatico

Ci sono organi che lavorano in silenzio per tutta la vita, senza mai richiedere attenzione, finché qualcosa non inizia ad andare storto. Il pancreas è uno di questi. Nascosto in profondità nell'addome, svolge ogni giorno un lavoro doppio: aiuta a digerire il cibo e regola i livelli di zucchero nel sangue. Eppure la maggior parte delle persone sa pochissimo di lui, fino al momento in cui compare un dolore difficile da ignorare o un'analisi fuori norma.

Capire come funziona questo organo, riconoscerne i segnali di disagio e sapere quando è il momento di rivolgersi a uno specialista può fare una differenza concreta. Non si tratta di trasformarsi in esperti di anatomia, ma di avere gli strumenti giusti per ascoltare il proprio corpo con più consapevolezza.

In questo articolo trovi tutto quello che ti serve sapere sul pancreas: dove si trova, a cosa serve, quali patologie possono colpirlo e come prenderti cura di lui giorno per giorno.

Che cos'è il pancreas?

Il pancreas è una ghiandola di grandi dimensioni, lunga circa 15-20 centimetri, che appartiene all'apparato digerente ma svolge anche un ruolo fondamentale nel sistema endocrino. È, in sostanza, un organo a doppia natura: produce sostanze che agiscono sia all'interno del tubo digerente sia direttamente nel flusso sanguigno.

Dal punto di vista strutturale, il pancreas è composto da due tipi di tessuto con compiti completamente diversi. Il tessuto esocrino, che rappresenta circa il 95% dell'organo, è responsabile della produzione del succo pancreatico, ricco di enzimi digestivi. Il restante 5% è costituito dal tessuto endocrino, organizzato in piccoli gruppi cellulari chiamati isole di Langerhans, che producono gli ormoni coinvolti nella regolazione della glicemia.

Questa doppia funzione rende il pancreas un organo unico nel suo genere: un danno anche parziale può avere ripercussioni sia sulla digestione sia sull'equilibrio metabolico dell'intero organismo.

Dove si trova il pancreas e com'è fatto (anatomia)

L'anatomia del pancreas spiega in parte perché le sue patologie siano spesso difficili da individuare precocemente. Si trova in posizione retroperitoneale, cioè dietro il peritoneo, nella parte alta dell'addome. È adagiato trasversalmente, con la testa annidata nella curva del duodeno, il corpo che si estende verso sinistra e la coda che raggiunge la milza.

Questa collocazione profonda lo rende poco accessibile sia alla palpazione diretta sia alle tecniche di imaging più semplici, come l'ecografia di base, che talvolta risulta limitata da gas intestinali sovrapposti. Per questo, quando si sospetta un problema, si ricorre spesso a indagini strumentali più dettagliate.

Dal punto di vista anatomico, il pancreas è attraversato dal dotto di Wirsung, il condotto principale che raccoglie il succo pancreatico prodotto dalle cellule esocrine e lo convoglia nel duodeno, dove partecipa attivamente alla digestione. Questo dotto si unisce al coledoco, il dotto biliare proveniente dal fegato, prima di sfociare nel duodeno attraverso la papilla di Vater. Quando qualcosa ostruisce questo sistema, come un calcolo biliare, le conseguenze possono essere rapide e dolorose.

A cosa serve il pancreas? (Le funzioni endocrine ed esocrine)

Le funzioni del pancreas si dividono in due grandi categorie, entrambe indispensabili per il buon funzionamento dell'organismo. Comprendere questa distinzione aiuta a capire perché le malattie pancreatiche possano manifestarsi in modi così diversi tra loro.

La funzione esocrina consiste nella produzione del succo pancreatico, un liquido alcalino che contiene enzimi fondamentali per la digestione. Tra questi, i più importanti sono la lipasi, che scompone i grassi; le proteasi come la tripsina e la chimotripsina, che digeriscono le proteine; e l'amilasi pancreatica, che agisce sull'amido. Ogni giorno il pancreas produce tra 1 e 1,5 litri di succo pancreatico, riversandolo nel duodeno in risposta ai segnali ormonali generati dall'arrivo del cibo nello stomaco.

La funzione endocrina, affidata alle isole di Langerhans, riguarda invece la regolazione della glicemia. Le cellule beta producono insulina, l'ormone che abbassa la concentrazione di glucosio nel sangue favorendone l'ingresso nelle cellule. Le cellule alfa producono glucagone, che ha l'effetto opposto: aumenta la glicemia quando i livelli di zucchero scendono troppo. Questo sistema di controllo bilaterale è essenziale per mantenere l'omeostasi metabolica. Quando le cellule beta vengono distrutte, come avviene nel diabete di tipo 1, o diventano insufficientemente efficaci, come nel diabete di tipo 2, le conseguenze sulla salute sono sistemiche e durature.

Quali sono le patologie più comuni del pancreas?

Le patologie pancreatiche variano molto per gravità e meccanismo, ma condividono spesso una caratteristica: tendono a essere silenti nelle fasi iniziali o a manifestarsi con sintomi che possono sembrare aspecifici.

La pancreatite acuta è un'infiammazione improvvisa del pancreas causata, nella maggior parte dei casi, da calcoli biliari o da consumo eccessivo di alcol. In questi casi, gli enzimi digestivi si attivano prematuramente all'interno dell'organo stesso, danneggiandone il tessuto. La forma lieve si risolve con il riposo e le cure appropriate, ma nei casi più gravi può portare a complicanze serie come necrosi pancreatica o infezioni sistemiche.

La pancreatite cronica è invece una condizione progressiva, in cui l'infiammazione ripetuta porta a una fibrosi irreversibile del tessuto pancreatico. Chi ne soffre perde gradualmente la capacità di produrre sia enzimi digestivi sia insulina, con conseguenze sia sulla digestione sia sul metabolismo glucidico. Il consumo cronico di alcol è la causa principale negli adulti.

Il tumore al pancreas è tra le neoplasie con prognosi più sfavorevole, principalmente perché viene spesso diagnosticato in fase avanzata. Secondo i dati AIRC, in Italia si registrano circa 14.000 nuovi casi l'anno. Il tipo più frequente è l'adenocarcinoma duttale, che origina dalle cellule del dotto pancreatico. Fattori di rischio riconosciuti includono il fumo di sigaretta, l'obesità, il diabete di lunga data e la familiarità genetica.

Esistono poi condizioni come il diabete mellito, strettamente legato alla funzione endocrina del pancreas, e le cisti pancreatiche, alcune delle quali benigne e altre con potenziale evolutivo che richiede sorveglianza nel tempo.

Sintomi dei problemi al pancreas: quando preoccuparsi?

I sintomi dei problemi al pancreas non sono sempre facili da attribuire a questo organo, perché la sua posizione profonda nell'addome fa sì che il dolore possa essere diffuso o irradiarsi verso zone lontane. Conoscerli, tuttavia, permette di agire con tempestività.

Il segnale più caratteristico è il dolore addominale alto, spesso descritto come una sensazione di pressione o bruciore nella zona epigastrica, cioè la parte centrale dell'addome sopra l'ombelico. Nella pancreatite acuta, questo dolore è intenso, continuo e tende a irradiarsi verso la schiena, peggiorando in posizione supina e attenuandosi leggermente quando ci si piega in avanti.

Altri sintomi frequenti includono nausea e vomito persistenti, perdita di appetito e calo di peso non motivato da cambiamenti alimentari. Quando la funzione esocrina è compromessa, possono comparire feci chiare, untuose e maleodoranti, un segnale che i grassi non vengono assorbiti correttamente. L'ittero, cioè l'ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi, può comparire quando un tumore o un'infiammazione ostruisce il dotto biliare comune.

Nel caso di compromissione endocrina, la persona può sviluppare sintomi legati all'alterazione della glicemia: sete intensa, minzione frequente, stanchezza cronica o episodi di ipoglicemia. Questi segnali, soprattutto se associati tra loro, richiedono sempre una valutazione medica approfondita senza rimandare.

Diagnosi e trattamento delle malattie pancreatiche

La diagnosi delle malattie pancreatiche si basa su una combinazione di esami del sangue e indagini strumentali, scelti in base al quadro clinico e ai sintomi riferiti dalla persona.

Sul versante laboratoristico, i marcatori più utilizzati sono l'amilasi e la lipasi sierica, due enzimi pancreatici che aumentano significativamente nel sangue in caso di pancreatite acuta. Vengono valutati anche i parametri infiammatori generali, la funzionalità epatica e, quando si sospetta una neoplasia, il marcatore tumorale CA 19-9, che va però interpretato sempre nel contesto clinico complessivo.

Tra le indagini strumentali, l'ecografia addominale è spesso il primo esame eseguito, utile per rilevare calcoli biliari o alterazioni morfologiche grossolane. La TAC addominale con mezzo di contrasto offre una valutazione più dettagliata e viene utilizzata per stadiare le pancreatiti gravi o per caratterizzare le masse sospette. La risonanza magnetica con colangio-pancreatografia (MRCP) e l'ecoendoscopia sono strumenti di secondo livello, particolarmente preziosi per lo studio del sistema duttale e per guidare eventuali biopsie.

Il trattamento varia in modo sostanziale in relazione alla patologia identificata. La pancreatite acuta lieve richiede generalmente ricovero, digiuno temporaneo, idratazione endovenosa e monitoraggio. Le forme gravi possono necessitare di terapia intensiva. La pancreatite cronica prevede un percorso multidisciplinare che include la gestione del dolore, la supplementazione di enzimi pancreatici e, quando necessario, il controllo della glicemia. Il trattamento del tumore al pancreas varia in base allo stadio e può prevedere chirurgia, chemioterapia o radioterapia, spesso in combinazione.

Come mantenere il pancreas in salute: prevenzione e stile di vita

La prevenzione delle patologie pancreatiche parte da scelte quotidiane che, nel tempo, hanno un peso reale sulla salute di questo organo. Non esiste una formula che azzeri ogni rischio, ma alcune abitudini riducono in modo misurabile la probabilità di sviluppare le condizioni più comuni.

La prima e più documentata misura preventiva riguarda l'alcol: il consumo eccessivo e prolungato è la principale causa di pancreatite cronica negli adulti. Le linee guida internazionali, incluse quelle dell'OMS, raccomandano di ridurre l'assunzione alcolica a livelli minimi o di eliminarla del tutto, soprattutto in chi ha già avuto episodi di pancreatite acuta.

Il fumo di sigaretta è un fattore di rischio indipendente per il tumore al pancreas: smettere di fumare riduce questo rischio in modo progressivo nel tempo. Anche il mantenimento di un peso corporeo nella norma è rilevante, poiché l'obesità è associata sia al rischio di calcoli biliari sia a quello di tumore pancreatico.

Sul piano alimentare, una dieta ricca di vegetali, cereali integrali e povera di grassi saturi sostiene il buon funzionamento dell'apparato digerente nel suo complesso e riduce il carico di lavoro pancreatico. Le fibre alimentari, in particolare, contribuiscono a regolare i livelli di glicemia e a ridurre il rischio di calcoli biliari.

Infine, un controllo regolare della glicemia è consigliato a partire dai 45 anni, o prima in presenza di familiarità per diabete o altre condizioni metaboliche. Un'insulino resistenza mal controllata nel tempo può, a sua volta, influenzare negativamente la salute pancreatica.

Quando consultare uno specialista

Ci sono situazioni in cui è importante non aspettare. Se hai un dolore addominale alto persistente, soprattutto se si irradia verso la schiena e non migliora nell'arco di qualche ora, è opportuno richiedere una valutazione medica con urgenza. Lo stesso vale per episodi di nausea e vomito intensi associati a febbre, o per la comparsa di ittero.

Segnali meno acuti, ma ugualmente da non trascurare, sono la perdita di peso non spiegata, le alterazioni delle feci (chiare, untuose, maleodoranti) che si protraggono nel tempo, e i disturbi della glicemia in chi non ha una diagnosi di diabete. In tutti questi casi, uno specialista in gastroenterologia o in medicina interna può orientarti verso gli esami più appropriati e costruire con te un percorso di valutazione personalizzato.

Chi ha una storia familiare di tumore al pancreas, pancreatite cronica o mutazioni genetiche come quelle associate alla sindrome di Lynch o BRCA dovrebbe discutere con uno specialista l'opportunità di un percorso di sorveglianza attiva.

Dottor Mario Improta

AutoreDottor Mario Improta

Il Dr. Mario Improta è un chirurgo d’urgenza con 9 anni di esperienza clinica ed internazionale.

Laureato in Medicina presso l’Università di Perugia e specializzato in Chirurgia Generale all’Università di Torino con il massimo dei voti, ha maturato competenze avanzate in contesti ospedalieri di eccellenza, arricchite da esperienze internazionali. È un appassionato innovatore in ambito sanitario, dedicandosi alla ricerca di soluzioni digitali che rendano la medicina più accessibile, personalizzata ed etica.

Al di fuori della sala operatoria, trova equilibrio nel surf, nella lettura e nella meditazione, passioni che alimentano il suo approccio umano e riflessivo alla professione. Crede profondamente nella comunicazione empatica come strumento per costruire fiducia e migliorare gli esiti di cura.