Candida auris: cos'è, sintomi, rischi e come si cura

- Cos'è la Candida auris?
- Quali sono i sintomi principali?
- Come avviene la trasmissione e il contagio
- Chi sono i soggetti più a rischio?
- Perché è considerata una minaccia per la salute globale?
- Diagnosi: come viene identificata
- Come si cura la Candida auris? Trattamenti e terapie
- Prevenzione e controllo negli ambienti sanitari
- La situazione della Candida auris in Italia
- Quando consultare uno specialista
- Prendersi cura della propria salute: inizia da qui
- Domande frequenti sulla Candida auris
- Fonti
Ci sono notizie che circolano prima tra gli specialisti e solo dopo arrivano al grande pubblico. La Candida auris è una di queste. Forse ne hai sentito parlare in un servizio televisivo, forse l'hai letta in un articolo che usava termini come "super fungo" o "fungo killer". E probabilmente ti sei chiesto: ma di cosa si tratta davvero? È una minaccia concreta o un allarme esagerato?
La risposta merita attenzione, soprattutto se hai familiari ricoverati o lavori in ambito sanitario. La Candida auris è un fungo patogeno identificato per la prima volta nel 2009 in Giappone, e da allora si è diffuso in oltre 40 Paesi, destando preoccupazione crescente tra le autorità sanitarie internazionali. Non per tutti rappresenta un pericolo immediato, ma per alcune persone, quelle più fragili, può diventare un'infezione molto seria.
In questo articolo trovi una panoramica chiara, aggiornata e accessibile su tutto ciò che è utile sapere: come si trasmette, chi è più esposto, come si diagnostica e come si affronta il percorso di cura. Senza allarmismi, ma con la precisione che un argomento del genere richiede.
Cos'è la Candida auris?
La Candida auris è un fungo unicellulare appartenente al genere Candida, lo stesso che comprende la comune Candida albicans responsabile delle candidosi genitali o orali. Ma qui le somiglianze si fermano. La Candida auris presenta caratteristiche che la rendono molto più difficile da gestire rispetto alle altre specie del genere.
Descritta per la prima volta nel 2009 da un gruppo di ricercatori giapponesi che la isolarono dal canale uditivo esterno di una persona (da qui il nome "auris", orecchio in latino), questa specie ha mostrato fin da subito una capacità insolita: resistere a più classi di antimicotici, i farmaci normalmente usati per combattere le infezioni fungine. Questa caratteristica la rende un cosiddetto "super fungo", un termine giornalistico ma che rende l'idea della sfida clinica che pone.
A differenza di molte altre infezioni fungine, la Candida auris non colpisce prevalentemente le mucose o la pelle superficiale. Nei soggetti vulnerabili può entrare nel flusso sanguigno e raggiungere organi vitali, causando un'infezione invasiva con conseguenze potenzialmente gravi. La sua capacità di sopravvivere a lungo su superfici e attrezzature ospedaliere la rende particolarmente problematica negli ambienti sanitari.
Quali sono i sintomi principali?
Uno degli aspetti più insidiosi della Candida auris è che spesso non dà segni evidenti di sé. La colonizzazione, ovvero la presenza del fungo sulla pelle o sulle mucose senza infezione attiva, è asintomatica nella maggior parte dei casi. Chi è colonizzato non sta male, ma può trasmettere il fungo ad altri in ambienti sanitari.
Quando l'infezione diventa attiva e invasiva, i sintomi sono in larga parte aspecifici e si sovrappongono a quelli di altre infezioni gravi. Questo rende la diagnosi ancora più complessa. Le manifestazioni più frequenti includono febbre persistente e brividi che non rispondono agli antibiotici comuni, segni di infezione alle ferite chirurgiche o ai siti di inserzione di cateteri, e in alcuni casi dolore all'orecchio quando l'infezione rimane localizzata.
Nelle forme più gravi, come la candidemia (infezione nel sangue), possono comparire confusione mentale, calo della pressione arteriosa e segni di sepsi. È importante sottolineare che questi sintomi si manifestano quasi sempre in persone già ricoverate e con condizioni di salute compromesse, non nella popolazione generale in buona salute.
Come avviene la trasmissione e il contagio
La trasmissione della Candida auris avviene principalmente negli ambienti sanitari: ospedali, reparti di terapia intensiva, case di cura e strutture di riabilitazione. Il fungo ha una caratteristica che lo rende particolarmente difficile da controllare: riesce a sopravvivere per settimane o addirittura mesi su superfici inanimate, compresi lettini, monitor, cateteri e dispositivi medici, anche dopo le normali procedure di pulizia.
Il contatto diretto con superfici o strumenti contaminati è la via di trasmissione più documentata. Le mani degli operatori sanitari che non seguono scrupolosamente i protocolli di igiene rappresentano un vettore rilevante. La trasmissione da persona a persona è possibile ma avviene quasi sempre in contesti di prossimità prolungata, come nelle corsie ospedaliere.
È fondamentale chiarire un punto: nella vita quotidiana, al di fuori degli ambienti sanitari, il rischio di contagio da Candida auris è considerato molto basso. Le persone in buona salute che non sono ricoverate e non hanno contatti stretti con strutture sanitarie non devono considerarsi a rischio significativo di infezione.
Chi sono i soggetti più a rischio?
La Candida auris colpisce quasi esclusivamente le persone con sistema immunitario compromesso o in condizioni di grande fragilità clinica. La comprensione di chi è più esposto aiuta a contestualizzare il rischio in modo realistico.
Le categorie con maggiore vulnerabilità includono persone ricoverate in unità di terapia intensiva (UTI) per periodi prolungati, chi è portatore di dispositivi medici invasivi come cateteri venosi centrali, sonde urinarie o ventilatori meccanici, e chi ha ricevuto in precedenza un trattamento prolungato con antibiotici o antimicotici ad ampio spettro, che altera l'equilibrio microbico dell'organismo. Sono a rischio elevato anche le persone che hanno subito trapianti d'organo, che assumono farmaci immunosoppressori o che convivono con patologie come il diabete mellito grave, l'insufficienza renale o le neoplasie ematologiche.
L'età avanzata è un ulteriore fattore che aumenta la vulnerabilità, non di per sé, ma in combinazione con le condizioni cliniche tipicamente associate. I pazienti fragili nelle strutture di lungo degenza rappresentano quindi la popolazione con il profilo di rischio più elevato, e per questo motivo la sorveglianza in questi contesti è particolarmente attenta.
Perché è considerata una minaccia per la salute globale?
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha inserito la Candida auris nella sua lista dei funghi patogeni prioritari già nel 2022, collocandola nella categoria di massima criticità. Questa classificazione non è casuale: riflette una combinazione di fattori che rendono questo fungo una delle sfide più complesse della medicina contemporanea.
Il primo elemento critico è la resistenza ai farmaci. Molti ceppi di Candida auris mostrano resistenza a una o più classi di antimicotici, e alcuni ceppi, definiti pan-resistenti, risultano insensibili a tutti i farmaci attualmente disponibili. Questo limita drasticamente le opzioni terapeutiche negli ospedali che si trovano a gestire un focolaio epidemico.
Il secondo elemento è la difficoltà diagnostica. I laboratori clinici standard spesso non riescono a identificare correttamente la Candida auris, scambiandola per altre specie meno pericolose. Questo ritarda la diagnosi e favorisce la diffusione involontaria all'interno delle strutture sanitarie.
Il terzo elemento è la sua capacità di persistere nell'ambiente. A differenza di molti altri agenti patogeni, resiste a molti disinfettanti comuni e si adatta rapidamente. La combinazione di questi tre fattori, resistenza, difficoltà diagnostica e persistenza ambientale, è ciò che rende la Candida auris una minaccia reale per la salute pubblica globale, non solo una curiosità scientifica.
Diagnosi: come viene identificata
La diagnosi di Candida auris è una delle sfide più complesse in micologia clinica. Il problema principale è che i metodi diagnostici tradizionali, come i sistemi di identificazione biochimica usati nei laboratori standard, spesso la classificano erroneamente come altre specie di Candida, in particolare Candida haemulonii o Candida famata, con conseguente ritardo nell'applicazione delle misure di contenimento appropriate.
Le tecnologie più affidabili per l'identificazione corretta sono la spettrometria di massa MALDI-TOF e il sequenziamento del DNA fungino. Questi metodi consentono un'identificazione precisa a livello di specie, ma richiedono laboratori attrezzati e personale specializzato. Per questo motivo, molte linee guida internazionali raccomandano che i campioni sospetti vengano inviati a laboratori di riferimento nazionali.
Una volta identificato il fungo, si esegue un antibiogramma specifico per determinare la sensibilità del ceppo alle diverse classi di antimicotici. Questo passaggio è fondamentale per orientare il percorso terapeutico, poiché il profilo di resistenza varia in modo significativo tra i diversi ceppi e tra le diverse aree geografiche.
Come si cura la Candida auris? Trattamenti e terapie
Il percorso di cura per la Candida auris si basa quasi sempre sulle echinocandine, una classe di antimicotici che include principi attivi come caspofungina, micafungina e anidulafungina. La maggior parte dei ceppi identificati fino ad oggi risulta ancora sensibile a questi farmaci, il che li rende la prima scelta terapeutica nelle infezioni invasive.
Tuttavia, la situazione è in evoluzione. In alcune regioni del mondo, soprattutto in India e Pakistan, sono stati documentati ceppi resistenti anche alle echinocandine. In questi casi, le opzioni si restringono ulteriormente, e la scelta ricade su farmaci come l'amfotericina B liposomiale, spesso gravata da maggiori effetti collaterali. I ceppi completamente resistenti a tutte le classi disponibili rappresentano un problema clinico ancora senza soluzione farmacologica definitiva.
È essenziale che il trattamento venga sempre impostato e monitorato da uno specialista in malattie infettive o in micologia clinica, sulla base dei risultati dell'antibiogramma. Non esiste un protocollo universale: la risposta terapeutica è individuale e influenzata dalle condizioni generali della persona, dalle sue altre patologie e dai farmaci già in uso. La durata del percorso di cura varia in base alla sede e alla gravità dell'infezione, e richiede un monitoraggio continuo dei parametri clinici e laboratoristici.
Prevenzione e controllo negli ambienti sanitari
La prevenzione della Candida auris negli ambienti ospedalieri si fonda su protocolli rigorosi di controllo delle infezioni, che vanno ben oltre le misure standard. L'igiene delle mani rimane il pilastro fondamentale: il lavaggio accurato con acqua e sapone è preferibile all'uso esclusivo di gel idroalcolici, poiché alcuni ceppi mostrano una ridotta sensibilità agli alcoli.
Le strutture sanitarie che identificano un caso devono attivare procedure di isolamento del contatto, dotare il personale di dispositivi di protezione individuale e avviare una pulizia approfondita degli ambienti con disinfettanti specificamente efficaci contro i funghi, come i prodotti a base di ipoclorito di sodio o i disinfettanti quaternari potenziati. È inoltre raccomandata la sorveglianza attiva attraverso tamponi di screening sulle persone ricoverate nei reparti ad alto rischio, per identificare precocemente eventuali colonizzazioni.
La formazione continua del personale sanitario su riconoscimento, notifica e gestione dei casi è un elemento imprescindibile di qualsiasi strategia di controllo. Ospedali e strutture residenziali devono essere preparati, non solo reattivi, di fronte al rischio di un focolaio epidemico.
La situazione della Candida auris in Italia
In Italia, la sorveglianza sulla Candida auris è coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), che fa parte del sistema europeo di allerta e risposta rapida alle minacce sanitarie. I dati disponibili indicano che il numero di casi documentati nel nostro Paese rimane contenuto rispetto ad altre nazioni europee come Spagna e Regno Unito, dove si sono verificati focolai ospedalieri di maggiore entità.
Tuttavia, la limitata diffusione attuale non deve generare false certezze. Diversi ospedali italiani hanno segnalato casi isolati e cluster di colonizzazione, principalmente in reparti di terapia intensiva e in strutture di lungo degenza. L'ISS ha emanato circolari specifiche per orientare i laboratori clinici verso metodi diagnostici più precisi e per uniformare le procedure di notifica obbligatoria dei casi confermati.
Il sistema di sorveglianza nazionale è collegato alla rete europea dell'ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie), che monitora in tempo reale la diffusione del fungo nel continente. Questa rete di allerta è uno strumento prezioso per anticipare eventuali ondate e coordinare risposte tempestive, anche in presenza di ceppi con nuovi profili di resistenza ai farmaci.
Quando consultare uno specialista
Se sei una persona in buona salute e non sei ricoverata in ospedale, la Candida auris non è una minaccia diretta per te nel quotidiano. Ma ci sono situazioni in cui è importante parlare con uno specialista senza rimandare.
Rivolgiti a uno specialista in malattie infettive se sei stata recentemente dimessa da un reparto di terapia intensiva o da una struttura di lungo degenza e hai sviluppato febbre persistente o segni di infezione che non migliorano con le terapie abituali. Allo stesso modo, se sei un familiare o un caregiver di una persona ricoverata in un reparto dove è stato segnalato un caso di Candida auris, è utile chiedere al personale sanitario informazioni sulle misure di protezione adottate e su eventuali test di screening consigliati.
Se lavori in ambito sanitario e hai dubbi sulle procedure di controllo delle infezioni nella tua struttura, il riferimento corretto è il responsabile del controllo delle infezioni ospedaliere o il medico competente aziendale. La prevenzione parte dalla consapevolezza, e fare le domande giuste al momento giusto è sempre la scelta corretta.
Prendersi cura della propria salute: inizia da qui
Conoscere la Candida auris significa capire meglio come funziona il mondo delle infezioni resistenti ai farmaci e perché la sorveglianza sanitaria è uno strumento così prezioso. Ma la salute non si protegge solo stando informati: si tutela anche con accesso rapido agli specialisti giusti, quando serve.
Su Elty puoi prenotare una valutazione con uno specialista in malattie infettive, chiedere un consulto medico online o trovare le risposte che cerchi senza dover aspettare settimane. Che tu stia cercando chiarezza per te o per qualcuno che ti sta vicino, siamo qui per rendere il percorso più semplice e meno incerto.
Prenota ora una Visita Infettivologica a
Cerca la prestazione medica di cui hai bisogno.
Domande frequenti sulla Candida auris
Come si prende la Candida auris?
La Candida auris si trasmette principalmente negli ambienti ospedalieri, attraverso il contatto con superfici o attrezzature contaminate e tramite le mani degli operatori sanitari. Nella vita quotidiana al di fuori delle strutture sanitarie, il rischio di contagio è considerato molto basso per le persone in buona salute.
Quali sono i sintomi della Candida auris?
I sintomi della Candida auris includono febbre persistente e brividi che non rispondono agli antibiotici, segni di infezione nelle ferite o nei siti di accesso venoso e, nelle forme invasive, manifestazioni di sepsi. In molti casi la presenza del fungo è asintomatica: si parla allora di colonizzazione, non di infezione attiva.
Quanto è mortale la Candida auris?
La mortalità associata alla Candida auris nelle forme invasive è elevata, con stime tra il 30% e il 60% secondo i dati del CDC statunitense. Questi numeri riflettono però una popolazione già gravemente malata: la mortalità attribuibile direttamente al fungo, separata da quella legata alle condizioni di base, è difficile da quantificare con precisione.
Come si cura la Candida auris?
Il trattamento della Candida auris si basa principalmente sulle echinocandine, una classe di antimicotici che comprende principi attivi come caspofungina e micafungina, ai quali la maggior parte dei ceppi è ancora sensibile. La scelta del farmaco viene sempre guidata dai risultati dell'antibiogramma, eseguito in laboratori specializzati.
La Candida auris è contagiosa?
La Candida auris è contagiosa negli ambienti sanitari, dove si diffonde per contatto con superfici contaminate o con persone già colonizzate. Al di fuori degli ospedali e delle strutture di cura, la trasmissione tra persone in buona salute è estremamente rara e non rappresenta un rischio rilevante nella vita di tutti i giorni.
Come si distingue la Candida auris dalle altre Candida?
La Candida auris si distingue dalle altre specie del genere per tre caratteristiche principali: la resistenza a più classi di antimicotici, la capacità di sopravvivere a lungo sulle superfici ambientali e la difficoltà di identificazione nei laboratori standard, che spesso la confondono con altre specie meno pericolose.
Dove è presente la Candida auris nel mondo?
La Candida auris è presente in oltre 40 Paesi su tutti i continenti. I focolai più rilevanti sono stati documentati in India, Pakistan, Sudafrica, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. In Italia sono stati segnalati casi isolati e cluster ospedalieri, monitorati attraverso la rete di sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità.
La Candida auris può colpire persone sane?
La Candida auris raramente colpisce persone sane. Le infezioni attive si verificano quasi esclusivamente in soggetti con sistema immunitario compromesso, ricoverati in terapia intensiva o portatori di dispositivi medici invasivi. Chi è in buona salute e non è in contatto con ambienti sanitari ha un rischio molto basso di sviluppare un'infezione.
Fonti
World Health Organization (WHO). Fungal Priority Pathogens List to Guide Research, Development and Public Health Action. 2022.
Istituto Superiore di Sanità (ISS), EpiCentro. Candida auris: informazioni generali e sorveglianza in Italia. Aggiornamento 2023.
Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Candida auris: A Drug-Resistant Fungal Threat. 2023.
European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Candida auris in Healthcare Settings. Technical Report, 2022.
Lockhart SR et al. Simultaneous emergence of multidrug-resistant Candida auris on 3 continents confirmed by whole-genome sequencing and epidemiological analyses. Clinical Infectious Diseases, 2017.
Ministero della Salute. Resistenza antimicrobica: funghi e Candida auris, sorveglianza e misure di controllo. Circolare ministeriale, 2021.
Satoh K et al. Candida auris sp. nov., a novel ascomycetous yeast isolated from the external ear canal of an inpatient in a Japanese hospital. Microbiology and Immunology, 2009.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica personalizzata.
AutoreElty
Specializzati in tematiche di salute e benessere, ci impegniamo a fornirvi informazioni precise, aggiornate e facilmente accessibili per aiutarvi a vivere una vita più sana.
Chi siamo?
Elty è composto da un team di esperti in salute pubblica, nutrizionisti, medici e giornalisti scientifici. Uniamo le nostre diverse competenze per portarvi articoli che coprono un'ampia gamma di argomenti, dalla nutrizione alla salute mentale, dalla prevenzione delle malattie agli ultimi ritrovati della medicina.
La nostra missione
La nostra missione è chiarire il complesso mondo della salute e del benessere, rendendolo accessibile a tutti. Crediamo fermamente che un pubblico informato sia un pubblico più sano, e ci impegniamo a mantenervi aggiornati con contenuti affidabili e ben ricercati.
Articoli correlati
Scopri altri articoli per prenderti cura della tua salute...





